A tutte le Associazioni, ai Gruppi e ai singoli che hanno collaborato con noi e a tutti quelli che, pur nel silenzio, ci hanno sostenuto.
Non avremmo voluto mai vivere un momento come questo.
Un forte dolore ci opprime.
Una sensazione di sconforto, impotenza, rabbia, frustrazione, sconfitta si è impadronita del nostro cuore, della nostra anima.
TAM TAM SUONI E CULTURE DAL MONDO 2008 NON SI TERRÀ
L’energia che da voi ci era giunta nell’incontro di ieri ci aveva ricaricato, ci aveva dato la spinta supplementare a non lasciare nulla di intentato.
Ma, purtroppo, il bilancio invade la parte rossa del grafico, regalandoci una sensazione di pericolo che, già da giorni, ci ha tolto il sonno e l’appetito: può sembrare eccessivo tutto questo ma è, principalmente, la passione a spingerci nella realizzazione del Tam Tam.
Ma non è possibile fare affidamento solo sulla passione, quando i numeri, le situazioni non si accordano sulla nostra stessa lunghezza d’onda: non possiamo permetterci di affrontare nemmeno un giorno di festival sapendo di partire già con un debito sulle spalle… il rischio, lo sappiamo, fa parte di questo tipo di attività, si chiama “rischio d’impresa”, ma il rischio lo si affronta avendo almeno una qualche specie di paracadute.
Questo paracadute non ce l’abbiamo.
E tutto questo senza mettere in conto le bizze del clima che, in generale, non è mai stato troppo generoso con noi.
La passione, in passato, ci aveva fatto scegliere in maniera diversa, ma ancora aperte e dolorose sono le ferite che ciò ha lasciato in noi: questa volta dobbiamo metterla in secondo piano, perché, data l’esperienza maturata, non è una buona consigliera.
Il delicato equilibrio su cui, in tutti questi anni, poggiava il Tam Tam Suoni e Culture dal Mondo, per qualche motivo, adesso si è spezzato. Cercarne le cause sarà qualcosa che rimandiamo a un secondo momento.
Adesso, in questo preciso momento, riusciamo solo a sentire il dolore di questo stop.
C’è un vuoto in noi, ci sarà un vuoto a Mira, per la seconda estate.
Ci sentiamo impotenti, nonostante tutto il lavoro che abbiamo profuso per riuscire a onorare la parola data, un anno fa, durante la “Festa Protesta” proprio al Parco Valmarana.
Vogliamo ringraziare ognuno di voi per tutto il lavoro, per tutta l’energia e la passione che avete profuso con le vostre associazioni per poter essere pronti all’inizio della manifestazione: il nostro intento è sempre stato quello di far diventare il Tam Tam Suoni e Culture dal Mondo principalmente un luogo in cui ogni singola Associazione potesse esprimere la propria anima e, proprio grazie a voi, questo è diventato realtà.
Se lo riterrete opportuno, fateci sapere se volete incontrarci e parlarne insieme…
Ringraziamo l’Assessore alla Cultura Davide Meggiato e tutta la Giunta Comunale per tutto ciò che hanno fatto, pensato, inventato per riuscire a mettere in piedi quest’evento che era uno degli impegni presi ancora in campagna elettorale.
Vogliamo ringraziare il dott. Daniele Campalto, il dott. Giuseppe Bovo e tutto il personale del Comune di Mira per la pazienza e per la puntualità dei loro consigli.
Grazie a Naser Ghazal e Shockabab che crede sempre in noi ed è sempre pronto a camminare con noi.
Grazie, un grazie col cuore a Andrea Manzo e Comunicarte per essersi “sporcato le mani” in questa avventura.
Grazie all’architetto Azad Fakhraddin.
Grazie a Giorgio Spolaor per il grande cuore e l’entusiasmo, Elia di Dea Service per la pazienza e la professionalità, Patrizio Salmaso e Horeca Brenta, Jollybox, Scarante Autoespurghi per il supporto che ci offrono.
Ringraziamo Veritas e in maniera particolare Roberto Bacco per il supporto e per gli sforzi.
Ringraziamo il dott. Andrea Vicentini e Coop Adriatica e il dott. Carlo Pagan del Casinò di Venezia.
Infine un grosso grazie a Massimo Zuin per i preziosi consigli e il lavoro per assicurarci il contributo della Provincia di Venezia.
Un saluto, vorremmo fosse un arrivederci, ma in questo momento fatichiamo a vedere l’uscita da questo tunnel di sofferenza in cui siamo stati inghiottiti.
Postato in: Tam Tam 2008





Cara nonna, con grande dispiacere l’Associazione Toka Toka Afrika accoglie la vostra notizia.
Siamo davvero rammaricati che anche per quest’anno un evento così dinamico come il Tam Tam non possa essere proposto ad allietare le serate della Riviera del Brenta.
Capiamo le vostre ragioni e vi ringraziamo per le energie che avete speso nell’organizzare la festa. A nome dell’Associazione ma soprattutto come giovane vi ringrazio per il vostro lavoro.
Saremo lieti di partecipare ad eventi da voi proposti. Spero di risentirvi presto
Silvia Pavan
Scusate ma non è chiaro cmq, fino a una settimana fa si faceva sto tam tam, ora non più e per chi vede da fuori questa situazione c’è qualcosa che non torna. Sarebbe interessante un post in cui, senza rabbia ne retorica, evitando commenti e frasi celebri, ci spiegaste cosa è successo in realtà….
Sono d’accordo con il commento precedente.
La delusione è un po’ il sentimento comune, forse per chi ne è fuori ed ha seguito dall’esterno questa situazione sul filo dell’incertezza, sarebbe utile conoscere un po’ di più dei problemi che hanno portato a questa scelta.
Per il resto a freddo, da emigrata, mi dico che Mira mi dà sempre meno motivi per tornarci.
domani mattina faremo una conferenza stampa e probabilmente entro la settimana prossima scriveremo tutto su come è andata, male, per filo e per segno.
le frasi celebri ci servono per non tirare moccoli anonimi…
Caro Tommaso, tutte le associazioni (miresi e no) che in questi mesi hanno partecipato alle riunioni di avvicinamento al Tam Tam e collaborato con Srazz – così come i miresi e rivieraschi che fortunatamente sono riusciti ad evitare in questi anni di emigrare (vero, Martina?) – conoscevano fin troppo bene, purtroppo, le difficoltà economiche pendenti, come spada di Damocle (tanto per non fare citazioni
), sugli organizzatori del Tam Tam: ragazzi che rischiano capitale proprio, evidentemente non sufficiente, nonostante vi fosse quest’anno un finanziamento comunale (30.000 euro) e provinciale (10.000) a supporto.
Verrà il momento delle spiegazioni, che sono dovute a tutti, ai delusi, a chi è lontano da Mira, a chi “vede da fuori”, e, soprattutto, a chi non aveva dimenticato e pregustava il ritorno di Tam Tam (di cui Emanuele, qui cattura bene l’essenza, per tanti miresi): adesso, fuor di retorica, a me preme, più che rincorrere i “perché”, magari ricordare agli amici di Srazz un “se”, un brano della poesia “If” di Kipling:
If you can dream – but not make dreams your master,
If you can think – but not make thoughts your aim;
If you can meet with Triumph and Disaster
And treat those two imposters just the same.
“Se sai sognare senza fare dei sogni i tuoi padroni; Se riesci a pensare senza fare dei pensieri il tuo fine; Se sai incontrarti con il successo e la sconfitta / e trattare questi due impostori proprio nello stesso modo”.
Tam Tam è morto? Lunga vita a Tam Tam.
C’è chi emigra per forza di cose e “sogna” di poter avere un porto in cui tornare, un luogo le cui piccole magie possano costituire un momento da attendere.
Questo è il pensiero forse banale e infantile di chi da lontano non può far altro che torcersi le mani e ripensare con una certa apprensione e nostalgia a tre anni fa, ed alla naturalezza che la manifestazione del Tam Tam aveva assunto nelle estati miresi.
Quello che viene subito dopo è un moto d’amarezza nel leggere di Traffic, Rock in idro e quant’altro e pensare che diamine, il Tam Tam non ha (o non aveva?) niente da invidiare a questi eventi, ed anzi, si tratta (o si trattava?) di molto di più. La differenza? Siamo una “piccola” (e neanche tanto) città della Riviera del Brenta, ed abbiamo (o avevamo? comincio a diventare monotona) una cosa importante e potenzialmente capace di attirare la gente, di guadgnare visibilità e far parlare di “noi” ben oltre La Nuova Venezia ed il suo giornalista approssimativo.
Il mio non è uno sfogo che si rivolge a presunti colpevoli, soltanto dico che è un peccato, che il Tam Tam dovrebbe avere una coda di sostenitori e collaboratori, non una caterva di ostacoli.
Mi scuso per il poema, molto probabilmente privo della benché minima utilità, vi auguro che cambi qualche cosa, non tanto a breve termine quanto per le prossime occasioni. Perché più che riuscire a venirne fuori stiracchiati quest’anno, sarebbe ben preferibile aspirare a risolvere la cosa a lungo termine, senza arrivare al quindici di maggio con i travasi di bile.
minchino, tuttoattaccato
ciao, io abito a Mira da un anno e non ho seguito gli incontri e tutto ciò che gira attorno all’organizzazione di un evento cosi…però lo attendevo, tanto che ieri e qualche tempo fa leggevo nei quotidiani notizie positive sul TamTam.
Mi dipiace davvero tanto!
Sarebbe bello si se si dessero “spiegazioni” sul perchè non viene fatto…cosi magari che ne so la gente (io per prima) si da una scossa per far si che le cose possano migliorare..
Mi dispiace che ancora una volta i soldi siano l’ostacolo principale per chi mette impegno e passione nelle cose. Mi spiace che un comune come Mira non riesca ad organizzarsi per continuare (o ricominciare) un evento. Mi dispiace, da mera, protagonista che non ci sarà il Tam Tam.
Se proprio vogliamo cercare di trovare qualche cosa di positivo nella vicenda, mi sembra di leggere nelle vostre righe che a differenza dell’anno scorso riconosciate un ruolo positivo delle pubbliche amministrazioni nella vicenda. Non sono il difensore di nessuno, ovviamente, solo che mi sembra un dato da cui partire per ritentare l’avventura di Tam Tam se (come tutti sperano) ne avrete ancora voglia.
Qualche giorno per farci passare la tristezza, soprattuto vostra ma anche di noi popolo frequentatore di Tam Tam ( e grazie a Nico per aver segnalato il diario in cui la esprimevo) e forse si può pensare di mettersi al lavoro con qualche elemento che incoraggi a riprovarci.
Ci dispiace davvero molto per le sorti del Tam Tam, era un’occasione unica nel territorio per creare collaborazione tra le associazioni e sicuramente un’occasione di festa e di scambio culturale.
I legami che avete creato non si dissolveranno di certo per quest’occasione mancata, ma resteranno una valida rete che potrà aprire a nuovi orizzonti e a nuove prospettive in un futuro, speriamo, non lontano.
Vi facciamo i nostri migliori auguri e le congratulazioni per tutto l’impegno e la forza che avete dimostrato,
..a presto!
Bandera Florìda
per un commercio equo e solidale
A nome della Srazz penso sia doveroso ringraziare anche i mecatini artigianali che avevamo in queste ultime settimane contattato, si, perchè quest’anno nel Parco avremmo avuto anche la presenza di artigiani che avrebbero lavorato direttamente in loco, perchè anche sotto questo punto di vista avevamo fatto un salto di qualità volendo far incuriosire ancora di più il popolo del Tam Tam portando qualcosa che nei festival che ci circondano ancora non si trova. TUTTI, dal primo all’ultimo nessuno escluso hanno dimostrato una grande solidarietà nei nostri confronti, incitandoci a non mollare e naturalmente pronti a stare al nostro fianco in un eventuale futuro Tam Tam!
Menomale che il Buon Berluska ci cava l’ICI…
del resto sul bilancio comunale questa sarà una delle giustificazioni che verrà data…
“colpa del governo che taglia i finanziamenti”…
Tanti anni fa ho visto nascere l’embrione del TamTam….l’ho visto crescere……piano piano…cambiare….
e la cosa meravigliosa è che da mera sigla….onomatopeica…è cresciuto fino adiventare significato e significante all’unisono….e questo mi rincuora…
scusatemi se ci vedo una magra consolazione….ma è questo che ci resta nell’epitaffio che ci hanno scritto…il TamTam di per se E’ IL RIASSUNTO DEL SOCIALE A MIRA E IN RIVIERA DEL BRENTA….NON è SOLO UN MERO FESTIVAL…PER QUELLO ANDATE A MARGHERA.
Mio caro sindaco….mia cara giunta….vi scrivo da emigrante…da uno che è pure stufo del bel paese…
avete avuto l’arroganza, camuffata da buonismo ben educato, di chiedere….chiedere…chiedere….e dare sempre troppo poco.
Avete scaricato sui singoli cittadini responsabilità vostre, doveri vostri…e lo continuate a fare…se fossi in voi mi prenderebbe un piccolo senso di vergogna.
Volete una Mira dormitorio, satellite di Mestre e Venezia….e quasi quasi di Padova….ed è questo che avete…case alveari.
Caro Comune…avete buttato l’occasione più importante che avevate.
Se non fosse un esigua motivazione alle vostre orecchie io vi chiederei di DIMETTERVI in blocco motivando tale atto con PALESE INCOMPATIBILITà SOCIALE DELL’AMMINISTRAZIONE CON I SUOI CITTADINI.
Porcaro, Mario, G, NonnaAntonia, Pino e a tutte le associazioni….grazie di cuore, se i giovani di Mira possono avere qualche appiglio ad un mondo di Merda e ad un comune da film di Sergio Leone è solo grazie a voi.
Enrico Massaro
orso
di questo argomento potremmo discutere per ore pensando a tutte le sfaccettature del caso e i distinguo, ma questa volta il comune ha fatto quello che doveva fare, dimostrando anche un certo coraggio che fino all’anno scorso non c’era…
mi verrebbe quasi da dire che, questa volta, è stata una parte della società di cui parli ad essersi piantata… cosa molto più preoccupante
quindi non posso condividere l’accusa anche se ne capisco il fondamento
Non mollate. Per me è un’occasione in meno per conoscere belle persone e far volare alte le mie parole e il teatro civile. Per voi è motivo di orgoglio aver messo in campo tutti i tentatitivi utili per realizzare il festival, anche se non bastavano per coprire tutti i costi. Si va avanti, come dice il mio amcio Marino Severini dei gang, a testa alta, verso nuove strade possibili.
Un abbraccio a tutti.
Daniele.
Capisco il vostro stato d’animo, coincide, e vorrei vedere se non fosse così, con il mio. Ciò che non riesco a capire non è la vostra voglia di fare qualcosa di diverso, che è lodevole, ma la forse poco esperta visione economica del problema. Punto primo ed unico: avete bisogno di soldi perchè c’è un buco da coprire. Bene, lo si poteva fare ne l 2006, ne avete la possibilità quest’anno; organizzate delle serate con un nome diverso da quello di Tam Tam, al fine di non confondere le cose, in cui in parco ci sia solo un bello schermo con un proiettore (e ce lo avete, lo so benissimo) e si proiettino le partite dell’italia (tutte, non come due anni fa che, causa fine del festival, si sono perse semifinale e finale). Ci si mette un bello stand in cui scorrano birra e qualche cosa daa mangiare e vedrete che il buco si riempie. So che questo non è Tam Tam, non è multiculturale, non è diverso, ma è il modo di tirar su soldi con il minimo sforzo e l’anno prossimo si parte senza più handicap. Scusate la durezza del discorso, ma secondo me è così…
tommaso, ti sei risposto da solo sul perchè non facciamo una cosa simile (e comunque parlo per me e non per l’intera associazione). ti assicuro che anche così non sarebbe “con il minimo sforzo” tanto meno con il minimo rischio e sicuramente non in parco valmarana… poi potremmo andare sul particolare, ma non sono il più adatto a farlo con precisione.
che poi magari la si fa una festa protesta 2… tasse permettendo sia chiaro
ciao!
come vi capisco… so che questa mail possiede poco potere, ma se posso far qualcosa sono a vostra completa disposizione.
un forte abbraccio a tutti voi!
giovanni