Riceviamo questo intervento dall’amico di blog Tommaso, che già in passato ha scritto su queste pagine e che ringraziamo per il contributo che non potrà passare inosservato.
È un commento al post sulla Interpellanza del consigliere Volpato, ma data la lunghezza e gli argomenti, crediamo sia più opportuno inserirlo come articolo.
Buona lettura.
Leggo l’interpellanza e la relativa risposta: possono non girarmi i coglioni?
No che non possono.
Allora mi posiziono sulla casella dei commenti e scrivo.
Scrivo ma cerco di filtrare le parole, per frenare la rabbia.
Non che ne abbia molta voglia, visto ciò che succede a Mira…
Cosa succede, magari ci si può chiedere: appunto, non succede nulla di interessante.
Beghe da pollaio e proposte zero.
Quando parlo di proposte intendo dire qualcosa fatto per noi che viviamo in questa terra.
Zero dico, perché non può un cinema all’aperto essere la massima espressione che un’amministrazione dà al suo cittadino, e non mi si venga a dire che miss Italia è qualcosa…
Non voglio essere cattivo gratuitamente, anzi, non voglio proprio essere cattivo.
Vorrei solo poter dire la mia su ciò che vedo, che leggo, che sento e che vorrei… anche se quello che vorrei non lo posso trovare qui, in questa terra dove si chiamano germogli personaggi come Bergonzoni, Paolo Rossi o Balasso… per germogli si intende altro, normalmente.
Comunque, prendo spunto dalla risposta di Cristina sul blog di Massimo Zuin a un mio commento e, anche, da quella dell’assessore Meggiato (quello che parla di forza…).
Non credo che sarò breve, caro Porcaro, nel rispondere alla tua richiesta di utilizzare questo blog per proporre idee.Ti scrivo con un po’ di ritardo a causa del mio peregrinare.
Anche perché, mi chiedo e lo chiedo a voi, se questa città merita che qualcuno doni idee, che usi la sua fantasia per proporre qualcosa, qualcosa che non sia un concorso, manipolabile come si è potuto vedere, sul cittadino mirese dell’anno (servono queste competizioni che io definirei… puerili?) di cui non si è avuto il coraggio di pubblicare l’esito delle votazioni, con nomi e voti ricevuti… o al concorso per sms o poesie brevi in occasione di S. Valentino (che il nostro assessore abbia mire da scrittore lo si sa, ma un concorso così non può che squalificare una città come Mira che, lo ricordo a chi se lo fosse dimenticato, ha vinto, a torto o a ragione, il premio “Città veneta della Cultura 2004″), oppure un festival di teatro amatoriale in dialetto che è stato un piccolo disastro e che avrebbe sormontato l’inizio del vostro festival (voi non lo avete scritto, non credo che non lo abbiate notato, e posso capire il vostro non citarlo… understatement, come dite voi, apprezzabile ma, secondo me, un po’ di cattiveria in più ci vuole, a volte) e poi, non posso tenermela, la finale regionale di miss Italia!!!
Con l’assessore, di cui sopra, che dice che deve fare uno sporco lavoro, cioè quello di presidente della giuria?!???
Certo, se per lui (lui nel senso di assessore e, di conseguenza, della giunta di questa città) la cultura è questo e Catone il vecchio o il giovane si possano mescolare a piacere (grande Nico) su di un blog che dire autoreferenziale è anche esser gentile, dato che poi si sbagliano le citazioni, si scombinano nomi e, fatto di una inaudita gravità, poi rimosso, per carità… si scrive, in fondo a un post sulla shoa, di balotelli che è l’anagramma di altobelli e che, aggiungo, alla sua età, non sia mai stato in laguna a vedere le bellezze che ci attorniano e si stupisca di un posto come il “Cason di Valle Zappa” che è lì da ottant’anni… allora, se si parla di cultura, meglio passare a parlare d’altro, che è meglio, molto ma molto meglio. Per decenza.
Cultura non è, sicuramente, tutto questo.
Cultura è altro.
Non che ciò che c’era prima, parlo di Marcato e Zuin, dal mio punto di vista, avessero dato molto di più ai giovani: il forum dei giovani, per dirne una ma, per restare nel vostro terreno, credo che questi due figuri abbiamo contribuito a rendere complicata la vita dell’unico vero spazio dedicato anche ai giovani che è sempre stato il Tam Tam, togliendogli il contributo, per timore di qualche piccolo personaggio che definire politico è bestemmiare nel senso della politica, che è altro, dimostrando poco coraggio e molta poca considerazione del vostro lavoro.
Dicevo, appunto: Miss Italia è cultura? Prima queste cose le faceva un altro assessorato, delle attività produttive, mi pare.
Ditemelo voi, perché da dove sono, non sapete quanto mi rompa i coglioni sentirmi prendere in giro per tutto ciò!
Questo è prendere quel poco che è stato fatto in passato e sputtanarlo, buttarlo nel cesso.
Cultura è aver coraggio, aver voglia di fare “altro”.
Come il Tam Tam, pur con i difetti e le cadute che ogni edizione mostra, è l’unica realtà che, tra Marghera e Padova, cerca di proporre qualcosa di diverso (uso il presente, perché credo, voglio che al terzo tentativo, il prossimo anno, ce la facciate).
Sono di passaggio in questa calda e appiccicosa giornata di agosto.
Sono in giro per l’Europa per studio, ma in questi giorni sono da queste parti.
Quando si ha l’occasione di allontanarsi da questo buco di città, ci si rende conto di quanto piccole siano le questioni che girano qui.
Torno, dicevo, e mi trovo il vicesindaco sbattuto via, senza grosse ragioni, dato che un anno fa, quando ha cominciato la sua storia questa giunta scialba e inadeguata (nonostante i proclami di essere il nuovo, di essere diversa da ciò che c’era prima, salvo poi dimostrare di essere un’armata brancaleone, senza capo nè coda), si sapeva chi fosse questa persona, cosa facesse, quale fosse il suo pensiero, no? In fondo, il nostro secondo cittadino, arrivava da una lunga militanza nelle ultime due giunte per cui, come posso dire, si sapeva chi fosse e quale fosse il suo carattere, quali fossero le sue mire, oppure era un missionario alla ricerca di fare il bene del cittadino?
Lo si manda via senza grosse spiegazioni (dire che non c’era più fiducia è prenderci in giro… il linguaggio della politica è un linguaggio di mxxxx) e quello che rimane è solo un senso di fastidio, perché ci si rende conto che la decisione non la può aver presa questo sindaco, che mai decide, ma si ha l’impressione, leggendo i giornali e qualche blog, che ci sia dietro qualcuno di più potente del nostro primo cittadino: i pezzi grossi del loro partito, mi pare di capire, che non siedono in giunta… o forse si?
Perché questo non voler dire come stanno le cose?
Perché altrimenti il cittadino capirebbe che sono beghe da ragazzini?
Un risultato, comunque, lo riescono sempre a ottenere: far venire il voltastomaco.
Mah.
Vedere il vicesindaco andarsene e vedere che vuole legarsi all’altra parte politica, compresi i suoi due consiglieri e anche un presidente di circolo del PD senza Elle, come dice Beppe Grillo, la cosa disturba ancor più.
Chiaro, il potere è una brutta bestia, e chi ne vuole può scendere a patti pure con il diavolo.
Si, con il diavolo, perché non posso credere che chi fino a ieri si diceva di una fede politica, non può andare proprio dall’altra parte: o fino a ieri fingeva, oppure ha usato il consenso, la sua carica, per fini diversi da quelli che un buon politico, un politico che abbia un’etica, DEVE AVERE (stampatello maiuscolo, che in rete vuol dire urlare!!!).
Qui non posso non dar ragione a So Fucking World e alla sua frase: “politico mangia la mia mxxxx”, perché questo modo di far politica non è quello di cui abbiamo bisogno. Assolutamente.
Ma questo, dal sindaco a tutta la giunta, al PD senza Elle e al PDL sembra non interessare, visto come tutto sia stato affrontato e comunicato.
Quello che ne esce male è il pensare, da parte di queste persone che dovrebbero pensare al nostro bene, al bene dei loro concittadini, che tutto questo non gli tornerà indietro, amplificato e contro di loro. Va bene tutto, ma l’intelligenza è qualcosa che non si può abolire o limitare per legge e non possono, i politici intendo, pensare di fare quello che vogliono nel nostro nome.
Qualcuno dice che sono nostri dipendenti: magari anche si.
Dovrebbero rappresentarci, dovrebbero pensare al nostro bene… perché mi pare sempre che il nostro bene sia sempre quello di qualcun’altro?
Non avete la stessa impressione?
Viviamo in un paese che ha fatto della politica una cosa distante dalle persone e su questo Mira si è distinta: in giunta siedono persone che non hanno né arte né parte, che non hanno preso voti, che non hanno un piano e un programma!
Basti pensare alla casa di accoglienza di forte Poerio…
Hanno una comunicazione che fa sempre vedere che il sindaco e la giunta sono belli, sono bravi, sono qui, sono lì, sono sopra, sono sotto… ma non riescono a raccontare, per tempo e nella maniera corretta, cosa si vuol fare, come lo si vuol fare.
Ma, nei fatti, e qui il Porcaro non può dire di no, manca sempre qualcosa, vero?
IlTam Tam non si è fatto per quello che l’assessore Meggiato ha letto lo scorso consiglio comunale o c’è qualcosa di più?
Il vostro scrivere tutto ciò che vi succede mi sembra racconti altro, no?
Sono cattivo, mi sento cattivo, ma tengo a freno la cattiveria, perché non ne vale la pena.
Idee.
So, per la frequentazione che ho di queste vostre pagine, che voi di idee ne avete e, queste idee, avete cercato di realizzarle, più che parlarne.
Il Tam Tam, per quello che capisco dalle vostre righe, è saltato per tutta una serie di motivazioni che non sono quelle che, vigliaccamente a mio modo di vedere, l’amministrazione non ha voluto scrivere nella risposta all’interpellanza del consigliere Volpato.
E so quanto il Tam Tam vi stia a cuore: ma perché non lo organizzate a Venezia o in qualche altro comune della Riviera?
Su Venezia, potrei aiutarvi molto con qualche politico “interessante e interessato” presente in giunta.
E poi, ho sentito voci che qualcuno, di questa amministrazione mirese, abbia mosso qualcosa e qualcuno per scavalcarvi: non permetteglielo, dategli sui denti!!!: sappiate che non solo io, ma molte persone sono pronte a darvi man forte nel caso ciò succedesse e, scusate se ve lo dico, dato lo spessore delle persone, potrei anche pensare che ciò possa essere vero… secondo voi, il loro essere subdoli, è solo un’impressione o ha qualcosa di fondato?
Poi volevate organizzare la festa delle associazioni a forte Poerio: bella cosa.
Mi ricordo che qualche anno fa era stato organizzato qualcosa al forte… l’apertura di questo spazio è una cosa di cui si sente parlare da molto tempo, dai tempi di Marcato.
Ma leggo che, per la presenza delle associazioni sportive, non si è riusciti a farla: i problemi che avevano messo sul tappeto, mi pare, erano tutti risolvibili.
Quello che non è mai risolvibile, è la volontà politica e qui, mi pare, fosse diversa dalla vostra idea.
La vostra e quella di Nico (interessante questa persona…).
Cara Cristina, di idee non ce n’è più di tanto bisogno perché, come anche tu ti puoi rendere conto, spesso le idee non vengono prese in considerazione.
Tu parli di promuovere questo territorio, di incentivare il turismo… miss Italia e il cinema all’aperto sono la risposta?
Dimmelo tu, per favore, perché io non vedo nulla di tutto questo.
Caro Alessio, il cabernet lo abbiamo tutti nel cuore, ma bisogna berne la giusta dose con le giuste persone. Credo tu possa essere un amico con cui sedersi davanti a una buona bottiglia a degustare il rosso nettare… chissà che prima o poi non succeda.
Se puoi, aiuta a ricostruire questo spazio vitale che è sempre stato il Tam Tam.
Caro Porcaro, vuoi un’idea? non so se si farà la festa delle consulte e dove, ma perché non provate a mettere in piedi uno spazio in cui i giovani e, magari, anche i cittadini stranieri, possano venire a suonare, a dipingere, a esprimere ciò che pensano di tutto questo?
Aprire spazi, ecco, perché non provate a fare questo in quell’occasione?
Pensate sia possibile?
Vi saluto e vi auguro ogni bene, perché non posso fare a meno di augurarvelo: da frequentatore del vostro festival lo sento quasi un “obbligo”.
Se non vi risponderò è perché non sempre mi è possibile, ma vi leggo e vi sostengo!
A presto.
Che la forza, per favore, non sia mai con voi!
Preferisco e spero che il Signor G (quanto mi manca il tuo taccuino!) non se ne abbia a male, se vi saluto con un fiducioso e grosso: SEE YOU!
PS
vorrei capire una cosa: il vostro blog, il vostro sito, lo legge qualcuno? oppure gli argomenti che trattate non interessano a nessuno? dico questo guardando le risposte, i commenti sulle vostre pagine: ce ne sono pochi. oppure, e questa la vedo come una risposta più sensata, la gente di Mira ha tirato i remi in barca, associazioni e gruppi compresi?
Postato in: Pensieri e cose | Messo il tag: beppe grillo, cason valle zappa, cittadini stranieri, città della cultura 2004, coglioni, davide meggiato, festa delle consulte, Forte Poerio, francesco volpato, giovani, Marghera, marghera estate village, massimo zuin, Michele Carpinetti, mira, Nico Narsi, padova, paolino d'anna, politica, roberto marcato, sherwood festival, signor G, so fucking world, tam tam suoni e culture dal mondo





A Tommaso non son simpatico (nel senso etimologico del termine) e lo sapevo. Nè vale il detto del “mal comune mezzo gaudio” giacché egli non è tenero nè col mio predecessore né con chi è venuto prima di noi. Non son simpatico perché qualunque cosa io faccio lui la critica. Per carità: la critica è l’essenza della democrazia e di ogni mente davvero libera. Intervengo, e davvero per l’ultima volta, chiedendo anticipatamente scusa se a qualcuno, la mia risposta potrà sembrare, come dire?, poco istituzionale.
A Tommaso non piace il mio blog: lo trova autoreferenziale. Non so che farci, davvero: è il mio blog, libero Tommaso di non entrarci, libero io (almeno credo) di scriverci quel che voglio.
Tommaso si stupisce che l’assessore alla cultura non abbia mai visto la laguna prima della settimana scorsa: eh sì, grave, gravissima “lacuna”. Tommaso critica l’assessore perché ha confuso i due Catoni ma non gli riconosce l’onesta intellettuale di aver pubblicato la giusta “reprimenda” di Nico (e non è mica l’unica, sai Tommaso? Son proprio ignorante, vero?): avrei benissimo potuto correggere l’errore senza pubblicare il commento di Mico. Ho invece scelto di ammettere lo svarione. Ma non importa, vero Tommaso?L’assessore ha un’età in cui le velleità non ci son più, i sogni sempre e son tanti. Ma fra questi non vi è (te l’assicuro) quella di far lo scrittore.
A Tommaso non piace “320 smiles d’amore”, dice addirittura che un concorso del genere squalifica la città: giudizio offensivo..sì, offensivo non tanto nei miei confronti quanto nei confronti di chi ha vinto la prima edizione, che è un nostro giovane concittadino che ha vinto già numerosi concorsi di poesia molto più nobili di questo che era e che vuol essere un semplice “divertissement”.
A Tommaso (anche a me a dir la verità) non sono piaciuti i problemi organizzativi di “Miresi Illustri”: è per me, però, stato un onore non solo premiare il maestro Mion ma anche sentirlo pronunciare ciò che a me è parsa una splendida orazione civile.
A Tommaso non piace Miss Italia (Tommaso, sii preciso: questa è la seconda edizione della Finale Regionale e mai se ne è occupato l’assessorato alle attività produttive), meglio: trova poco culturale questa iniziativa. Beh: a me vedere l’orribilissima piazza IX Martiri stracolma di persone è piaciuto. E molto. E (per fortuna Tommaso non ne era a conoscenza, altirmenti sai che paturnie) mi è piaciuto, il giorno successivo, presenziare a Borbiago ad uno spettacolo di cabaret allestito da una piccola compagnia dilettantistica e che ha visto la presenza di circa 400 persone.
A Tommaso non piace germogli di Teatro. Meglio: prende una cantonata. E già perché mi pare evidente che i “germogli” non si riferivano certo a Bergonzoni, Balasso e Rossi (magari alla straordinaria Marina De Juli sì)! Era un titolo evocativo del luogo ove abbiamo ospitato questa rassegna, i giardini di villa levi Morenos. E Tommaso mi perdonerà: ma per me è stata una grande soddisfazione vedere quasi 1800 persone che, complessivamente, hanno partecipato a questa rassegna. E, Tommaso non chiedermi quante di queste 1800 persone siano di Mira. Non lo so: il biglietto non era nominale. E non me ne frega molto, davvero!
Tommaso critica pure il cinema estivo: anche in questo caso, a differenza di esperienze precedenti, la rassegna sta avendo successo.
Tommaso dice che non è molto culturale il festival del Teatro amatoriale: è vero, ci sono stati alcuni errori di programamzione ma, Tommaso mi spiace per te, il Teatro amatoriale a Mira ci tornerà.
Si chiede Tommaso: cos’è cultura? Francamente io non so cosa sia per lui. Forse sarebbe opportuno andasse a rivedersi la definiizone che di cultura da l’Unesco.
Per Tommaso TAMTAM è cultura. E allora veniamo a quel che ho detto in Consiglio Comunale che è stato un intervento molto più ampio della stringata risposta scritta all’interpellanza di Volpato.
Ho detto (in estrema sintesi, ma chiunque può chiedere la trascrizione del mio intervento:
1) l’amministrazione comunale per problemi di bilancio non ha potuto realizzare tutti gli interventi chiesti dagli organizzatori e che avrebbero comportato una diminuzione sensibile dei costi della manifestazione;
2) che la convenzione riconosceva TAMTAM all’interno della programmazione culturale annuale;
3) che la versione lunga dell’evento presentava uno sbilancio preventivo consistente nonostante vi fosse un contributo comunale di 30.000 euro e a fronte di un calendario di cocnerti di straordinaria rilevanza e importanza cui si aggiungeva una politica dei prezzi molto oculata;
4) che l’assessore e gli organizzatori hanno ragionato anche su una versione light, al di sotto del limite minimo di durata previsto dalla convenzione (11 gg contor i 15) e che nonostante si fosse “fuori convenzione” l’assessore aveva garantito comunque il contributo di 30.000 euro
5) che anche nella verisone light c’era uno sbilancio preventivo destinato ad aumentare nel caso di pioggia (come per’altro si è verificato);
6) che la decisione di non fare TAMTAM 2008 è stata presa di comune accordo.
Ma io, a differenza di Tommaso, ho detto una cosa in più. HO ACCUSATO le categorie economiche miresi di miopia ed immobilismo: perché nonsono stati trovati operatori economici disposti ad investire in questa manifestazione con stand! Questa, almeno per me, è la verità.
Tommaso capisco che sei in giro per il mondo per motivi di studio. Io però ti avevo lanciato una proposta (sul blog di Massimo): incontriamoci, discutiamo, confrontiamoci. Per me questa è l’essenza. Tu non mi hai manco risposto. Ora mi fermo.
E, non avertene a male (mi interessa davvero poco) ti saluto come è il mio solito: che la forza sia con te! E se non ti aggrada pazienza..vorrà dire che te li ho rotti un poco di più!
Davide
e che il Signore ci accompagni! Madonna mia ma quanto prolissi siete!!!! per el Porcaro (mi si permetta l’ardire), non penso tu sia il migliore in ciò che fai, ma ritengo molto meritevole che tu lo faccia. E personalmente penso che se il TAM TAM o una cosa simile sia davvero un elemento sentito dalla cittadinanza mirese (alias il POPOLO), prima o dopo si rifarà…. perché i partiti passano, le giunte mutano, ma i popoli restano (genocidi a parte of course).
Borbiago ad uno spettacolo di cabaret allestito da una piccola compagnia dilettantistica e che ha visto la presenza di circa 400 persone.
A Tommaso non piace germogli di Teatro. Meglio: prende una cantonata. E già perché mi pare evidente che i “germogli” non si riferivano certo a Bergonzoni, Balasso e Rossi (magari alla straordinaria Marina De Juli sì)! Era un titolo evocativo del luogo ove abbiamo ospitato questa rassegna, i giardini di villa levi Morenos. E Tommaso mi perdonerà: ma per me è stata una grande soddisfazione vedere quasi 1800 persone che, complessivamente, hanno partecipato a questa rassegna. E, Tommaso non chiedermi quante di queste 1800 persone siano di Mira. Non lo so: il biglietto non era nominale. E non me ne frega molto, davvero!
SCUSA Davide, ma non gliela faccio a tenermi, ma villa Levi Morenos, non è in vendita, pachè non a serve? scusa ancora, ma sono posseduto dal far oposizione!
No xe che a vendemo parche no a serve..a vendemo parche non ghemo i schei, i fiorini, i dobloni….
L’opposizione non è demoniaca, caro Alessio….e come ben sai le porte sono aperte….
Caro Alessio, cito le tue parole: “per el Porcaro (mi si permetta l’ardire), non penso tu sia il migliore in ciò che fai”.
Mi puoi aiutare a capire come si fa a migliorare, dove sono le lacune che tu vedi e che non rendono, ciò che organizziamo, e voglio ricordarti che non è una singola persona a farlo, migliore?
Perfezionarsi, tendere al miglioramento è sempre stata una delle nostre “fisse” e abbiamo chiesto, più volte, a te compreso, di partecipare ad alcuni incontri in cui poter mettere sul piatto le cose, nel bene e nel male.
Sebbene non è una cosa che sembra essere consueta di questi tempi, ascoltare critiche, anche stroncature, pensiamo sia un modo buono per crescere.
Per cui, Alessio, siamo qui e ci piacerebbe conoscere.
Per il resto, leggendo Tommaso, Davide, e Alessio credo siano opportune delle precisazioni.
Che non tarderanno.
Aggiungo solo una cosa, caro Davide: mi è capitato di assistere al consiglio comunale del 23 giugno e ho visto trattare, da un paio di esponenti della maggioranza, l’opposizione in una maniera vergognosa e offensiva del luogo in cui tutto ciò è successo. E non aggiungo altro.
Buonanotte.
Quando seguivo il Consiglio Comunale in veste di giornalista, specialmente all’inizio, erano i tempi in cui ancora esistevano partiti che si chiamavano Democrazia Cristiana e Partito Comunista ma anche Partito Socialista. Ebbene: vi era una cosa che mi colpiva. Il dibattito in Consiglio era duro, anche più duro di quelli che ci sono adesso. Confronti in punta di fioretto, insomma. E però poi, quando il Consiglio terminava maggioranza e opposizione spesso andavano a mangiare insieme. Perchè? Lo chiesi ad un onorevole che era anche consigliere comunale ed egli mi disse che “tra avversari politici mai deve mancare il rispetto reciproco; sono avversari non nemici”. Su questo hai assolutamente ragione, caro Porcaro. Potrei anche cercare di spiegarne i motivi ma per quanto importanti siano, ciò non toglie che il Consiglio è spesso immagine dello scadimento della politica.
Il dibattito parte da Tam Tam per arrivare a parlare, più in generale, delle politiche culturali a Mira del passato e del presente.
Io cerco (non sempre ci riesco) di parlare di cose che conosco. Conosco qualcosa delle motivazioni che hanno portato alla non realizzazione di Tam Tam, perchè ho avuto l’opportunità di partecipare alle discussioni. Semplificando, i motivi fondamentali sono stati la mancata partecipazione di bar e ristoranti, che avrebbero portato i fondi necessari e i limiti strutturali del parco, che manca di allacciamenti alla rete idrica ed elettrica. Questo deficit può essere colmato solo con soluzioni costose che incidono in modo pesante sul badget della manifestazione.
Nono conosco i motivi che rendono così complicato realizzare quegli interventi che almeno eliminerebbero ques’tultimo problema, per cui non mi esprimo.
Non sono l’avvocato di nessuno, ma dico solo che il sostegno economico che l’amministrazione aveva assicurato a Tam Tam era tale da non consentire di accusarla di totale disinteresse.
Sul problema della mancanza di politiche socio-culturali a favore dei giovani: oggi ho 36 anni, è da quanto ne avevo 14 che sento parlare di questo problema.
Si cita spesso il fatto che gli anziani hanno i centri sociali, questo perchè votano e quindi vanno coccolati. Io faccio notare che un centro affidato in gestione va, per l’appunto, gestito e questo presuppone un gruppo di persone attivamente impegnate e di sicuro affidamento.
Anni fa, quando ero ascrivibile alla categoria dei giovani, tentai a più riprese di far nascere realtà associative giovanili nel mio paese, ed in ogni caso i tentativi non ebbero successo. Dopo pochi incontri, tutto naufragava nel nulla.
Tutto questo per dire se fossi amministratore sarei sinceramente in difficoltà nell’elaborare strategie efficaci in grado di aggregare e dare soluzioni nuove ai giovani. Perchè, accanto a giovani attivi (e vivaci) come Tommaso ce ne sono molti altri che dalla città in cui vivono non si aspettano altro che un autobus che li porti a scuola o all’università, un bar dove bere l’aperitivo, un centro commerciale dove darsi appuntamento. E dico questo avendo davanti agli occhi, grazie alle mie frequentazioni con SRAZZ, tantissimi esempi di tenore completamente diverso, di ragazze e ragazzi che hanno la voglia di partecipare, di esserci, di dire la loro e lavorare assieme, quindi spero che quello che dico non suoni come qualunquista, non vorrebbe esserlo.
Vogli anche rassicurare Tommaso, cui la rapidità nell’arrivare a conclusioni preoccupanti non manca. Se ci sono pochi commenti al Tam Tam blog, questo non significa che le associazioni hanno tirato i remi in barca. Forse i luoghi dell’agire sociale sono anche altri, al di fuori di queste pagine. E dico questo con tutto il piacere che ho nel leggere e nell’intervenire in questo blog, che mi tiene in contatto giorno per giorno con gli amici di SRAZZ.
Grazie Emanuele per la tua obiettività e le tue riflessioni.
Come fare cultura, oggi, da assessore di un comune quale Mira?
Si potrebbe iniziare da qui:
http://comunedimira.tumblr.com/post/45070580/il-ruolo-di-un-assessore-alla-cultura-comunale
ho mezzora di tempo e 20 minuti sono già andati nel leggere tutto il malloppo… quindi non ho davvero tempo per argomentare e perdonate la superficialità e gli errori che sto scrivendo più veloce di un telegrafista…
tommaso: se passi per santo stefano di cadore entro settembre ti offro una pizza – il blog lo leggono in molti ma in pochi rispondono… perchè? perchè in realtà nessuno ha idee vere per la comunita (parere mio, naturalmente) e sempre troppe per se stessi. poi l’errore è credere che le idee per se stessi vadano bene pure per la comunità… – come ho già detto forte poerio poteva essere una realtà incredibile già nel 2001… ma non è stato possibile perchè la classe dirigente era tutto tranne che illuminata e il popolo ignorante come capre (cosa che permane…e qui dovrei scrivere un post intero perchè mi rendo conto che così in breve sono soggetto ad attacchi) – dici che dovremmo aprire spazi… AH AH AH AH AH AH AH (scusa) me se abbiamo appena ceduto la nostra sede in via toti ad un’altra associazione perchè quelli con cui stavano prima gli stavano sul cazzo???? ci vuole la gente ci vuole. e dove sta? (a vedere miss itaGlia) – il taccuino te lo sogni caro tommaso, io scrivevo (anche se apparentemente sembrava il contrario) di cose reali, non di sogni.
Emanuele: brevemente, si i giovani sono popolo migrante (grazie al cielo) e spesso fancazzisti. io e alri molti anni fa eravamo vicini alla gestione di un “centro culturale” gestito da giovani solo che il comune ci voleva far pagare tutto dalle bollette alle pulizie del cesso… e visto che tutto doveva essere non a scopo di lucro come avremmo dovuto fare? impossibile spiegarsi con chi di dovere. poi gli anziani con cui dovevamo dividere il posto hanno pensato che eravamo di troppo anche se ci tenevamo una stanza sola e ci hanno mandato fuori… questa è solo la mia esperienza… infatti ancora qua siamo… e poi si diventa vecchi a dopo i 40 ormai… (cazzo)
si siamo qua, ma non più secondo le loro regole (almeno per quanto mi riguarda)
see you (dalle altitudini cadorine per lavoro e non trastullo)
signor g
Quello che trovo triste in tutto questo è che la piazza di Mira sia ridotta ad una piazza virtuale, l’agorà di questa città (? città è un termine che secondo me con Mira non c’azzecca e non lo dico per forza in senso negativo) sia costituita da blog, il Tam Tam vive virtualmente, virtualmente ciascuno esprime le proprie più o meno pertinenti idee, ma si può…?
Una voce importante, e con diritto di voto, che mi pare poi mancare è quella femminile.
Viene citata la signora Cristina, che, candidata alle elezioni del maggio 2007 nella lista dei Socialisti Riformisti per Mira, nei suoi post passa alternativamente da lodi, talvolta persino eccessive, per l’attuale amministrazione ad ammiccamenti a Forza Italia e Lega Nord. Naturalmente di questi tempi un blog non si nega a nessuno, ma non prendiamo lucciole per lanterne né i blog per verità assolute e non è perché uno critica di più che ha più ragione… grazie dell’attenzione. Marzia
Mi conforta scoprire che qualcun altro la pensi come me riguardo al termine Città appiccicato a Mira che io mi ostino a definire ‘paese’, grande ed esteso finché si vuole ma sempre paese.
Riporto di seguito la definizione di città data da alcuni dizionari e la condizione giuridica perché un Comune possa fregiarsi del titolo di Città.
1) Grande centro abitato dove si svolgono attività amministrative, economiche, sociali, religiose e culturali (De Mauro)
2) Agglomerato urbano di notevoli dimensioni, da cui dipende un ampio territorio circostante e dotato di tutti i servizi necessari alla vita pubblica (Logos Dictionary)
3) Una città è un insediamento umano esteso e stabile, un’area urbana che si differenzia da un paese o un villaggio per dimensione, densità di popolazione, importanza o stato legale. (Wikipedia)
4) In Italia i comuni si possono fregiare del titolo di città se esso viene loro conferito con specifico provvedimento avente forma di decreto del Presidente della Repubblica, di iniziativa autonoma o su proposta del Governo o del comune interessato. Ai comuni dotati del titolo di città spetta uno stemma particolare. Gli stemmi sono assegnati con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri (DPCM) su proposta del dipartimento del Cerimoniale dello Stato – ufficio Onorificenze e Araldica pubblica (ripartizione della Presidenza del Consiglio nata dalla trasformazione della Consulta araldica, soppressa ai sensi delle disposizioni finali della costituzione repubblicana). Caratteristica dello stemma è la presenza della corona muraria spettante ai comuni con titolo di città, a meno di particolari disposizioni contenute nel decreto presidenziale.
Per l’art. 32 del R. D. 7 giugno 1943, n. 651, il titolo di Città può essere concesso ai Comuni che sono insigni per ricordi e monumenti storici o per l’attuale importanza, purché abbiano provveduto lodevolmente a tutti i pubblici servizi ed in particolare modo alla pubblica assistenza.
cara Marzia
non è che noi andiamo a chiedere a chi ci scrive di che partito o di quale fazione sia.
il tam tam suoni e culture dal mondo è sempre stato un festival aperto a tutti e, in questi ultimi anni, lo abbiamo fatto diventare il punto centrale della nostra attività: le riunioni aperte a tutti, invitando tutte le associazioni di mira, tutte, tutti i consiglieri comunali, tutti gli assessori, sindaco in testa.
che poi la risposta sia quella che sia non è un problema di appartenenza ma, crediamo, di serietà e di reale interesse.
si fa presto a dire che ci vorrebbe questo piuttosto che quello.
diamo spazio alle idee, diamo spazio a chi ha voglia di dire e di fare delle cose.
il fatto che per il secondo anno il tam tam suoni e culture dal mondo sia saltato è un problema che ci tormenta e, proprio in questi giorni, stiamo cercando di capire cosa fare per il futuro.
se cristina dice delle cose che possano essere di centro destra, e poi cose che sono di centro sinistra, e poi cose che magari sono inutili non sta a noi dirlo. chi legge questo blog credo abbia l’intelligenza di poter scindere ciò che è bene e ciò che è male.
il male sarebbe non lasciare spazio a chi, come cristina, riesce a comunicare la propria idea, e questa è una cosa che va sottolineata: tanta gente dice, parla, talvolta sparla o parla a sproposito ma non ha il coraggio di mettere nero su bianco le sue idee e le sue parole… la realtà è questa, triste secondo noi, ma è questa.
cristina su forte poerio ha idee diverse dalle nostre, ma le scrive e questo è già una buona cosa.
cosa dobbiamo fare, censurare le persone e le idee?
non crediamo sia questa la strada.
non lo è mai stata nel nostro festival…
viviamo in una realtà mediaticamente modificata, lo vediamo ogni giorno e, in queste pagine, ne abbiamo spesso conferma: un esempio è la risposta all’interpellanza del consigliere volpato e le parole dell’assessore meggiato presenti qui sopra… su questo ci torneremo sopra a breve, perché tommaso lo merita e perché ci sono cose che devono essere dette.
siamo sempre in attesa di sapere da alessio su cosa potremmo migliorare e ci stupisce il tempo trascorso tra le sue parole, la nostra richiesta e il suo silenzio…
marzia, speriamo tu abbia voglia di seguirci e di partecipare a qualche nostro incontro e a questo blog.
see you
Ciò porcaro a gavaria anca el vissio de avorar ogni tanto… no xe che possa star qua a ciaccoar co ti…. se gero Sindaco ghe ne fevimo diexe de TAM TAM!, cmq stasera ste rispondo e anca in Italian!
Ti sindacoooo? Magari…seto che ridae che se fasevimo mi e ti????
a parte la battuta di davide…
alessio, domenica scrivevi che mi rispondevi la sera, in italiano.
non è arrivato nulla qui, nè in italiano, nè in dialetto.
si è inceppata la tastiera?
notte, caro!
Porcaro
ciao a tutti!
scusate la poca tempestività nella risposta… è vero…ho un brutto vizio: dire sempre quel che penso, al di la del colore politico, ma questo perchè amo la mia città e lodo chi fa qualcosa per cambiarla (att.ne: io la reputo città, anche in una visione progressista…) e nel contempo mi inc**con chi non lo fa, o perde occasioni per farlo. Cara Marzia, credo fermamente, che si possa intervenire in qualunque forma partecipativa e democratica, ancor più se alla base delle proprie opinioni c’è la voglia di crescere, confrontarsi e mettersi in gioco con le proprie idee anche per migliorare questo nostro bellissimo territorio che ci ospita.
Ciao e a presto.
Caro Porcaro hai ragione sono inadempiente… allora, sebbene non mi sono mai trovato ad essere nella parte dell’assessore preposto e non so come si svolgano nella pratica gli incontri sulla messa in atto del TAM TAM dico quello che direi se io fossi lì nella parte di amministratore: non sempre mi pare che il “palinsesto” proposto dal TAM TAM sia equilibrato, ossia il Tam Tam dovrebbe essere un mix tra intrattenimento e attrazione ricreativa e l’occasione per conoscere realtà diverse dalla nostra sia in senso cultural geografico che sociale, questo per far si che ci sia qualcosa che attragga il pubblico, permettendogli di conoscere qualcosa cui non si interesserebbe mai. Esempio banale, commercio equo e solidale: una realtà che non ha grandi canali di comunicazione verso la massa, ma se mettessi una bancarella a lato del palco di un concerto di Vasco Rossi, ecco che il secondo diventa canale di conoscenza del pubblico per il secondo. Ecco ho riscontrato nel Tam Tam la progressiva esclusione del “commerciale” mi si passi il termine rispetto alla nicchia. Ossia al presentare che so gruppi etnici, di alto valore, ma nessun richiamo, rendendo vana la presenza di realtà associative o altro desiderose di farsi conoscere. Ovvio che non sottovaluto che l’evento di richiamo ha un difetto: i schei. Non si possono fare nozze con i fichi secchi. E qui ecco che manca un vero sostegno del comune, non tanto per tirar fuori fondi che non ha, ma per farsi da catalizzatore per il loro reperimento, cercando di destare dal loro torpore le categorie produttive, gli operatori economici, il TERRITORIO, affinché investa in TAM TAM, ciò ha fatto sì che TAM TAM divenisse avulsa dalla realtà sociale mirese, interessando attivamente solo un numero tropo marginale di persone. Ecco questo è ciò che non apprezzato degli ultimi TAM TAM,ma non per questo penso vi si un unico colpevole nella sa mancata riproposizione, detto questo credo che non sia mai tardi per ripartire, ma a mio avviso ora la palla sta al comune.
Caro Alessio,
ho letto e riletto il tuo (atteso) commento e, ti confesso, non saprei da dove cominciare.
Se il Signor G dicesse ciò che sta pensando in questo momento direbbe: “ma no ti te ga rotto i baroni a rispondere sempre alle stesse cose?”.
Mario gli direbbe: “El porcaro xè el porcaro proprio par questo: pazienza e gran calma”.
Cercherò di applicarmi senza uscire dal seminato.
Caso mai fammi sapere.
Alessio, mettiti comodo, che le parole cominciano a uscire svelte.
Non so se la palla deve essere presa dal comune.
Secondo noi, per mille motivi, no.
Meglio di no!
Perché?
Perché non ci sono i soldi, in primis.
Secondo perché non c’è una reale volontà di creare un luogo in cui sia possibile svolgere una manifestazione senza dover “buttare fuori dalla finestra” ogni anno, almeno il 10% del bilancio (quindi quasi la stessa cifra del contributo comunale ndr) per cose che, se fossero rese fisse, non dovrebbero essere montate e smontate con dispendio di soldi, di tempo e di energie.
Terzo perché Mira vuole continuare a vivere isolata dal contesto rivierasco e pensare alle sue cose, cosa che negli ultimi anni è stata sempre più evidente.
Quarto e quinto e sesto, ottavo, nono… basta rileggere le pagine di questo blog per trovare altri motivi.
Ah, ho saltato il settimo che, biblicamente è: non rubare! Messaggio per chi capisce, anche se siamo sicuri che non lo capirà: non è bello quando ti vogliono estromettere… e la cosa non viene fatta alla luce del sole, ma in maniera subdola, di nascosto. Che poi sono i segreti di pulcinella. Noi sappiamo chi ha fatto, chi è stato coinvolto, quando… ci sfugge il perché ma, la Cina insegna, il fiume scorre lento, ma scorre.
Noi siamo seduti, sulla riva, con una montagna di pop corn, bibite e libri da leggere. E siamo pazienti.
Se a questo, aggiungiamo che, a differenza del passato, chi era preposto alle attività produttive, per i motivi che poco dopo sono venuti alla luce, non è stato incisivo come, sempre nel passato, è accaduto.
E questo non è un particolare di poco conto.
Tieni anche presente che molte attività commerciali hanno declinato l’invito, per vari motivi… riconducibili sempre alla scarsa propensione all’impegno in qualcosa di grosso e fortemente dispersivo per tempo e energie.
Dici che il Tam Tam Suoni e Culture dal Mondo è avulso dalla realtà sociale mirese: se fossi venuto a qualcuna delle riunioni a cui ti abbiamo invitato, avresti visto un ampio numero di associazioni e gruppi che vivono e operano in questo territorio.
Non so se circa sessanta associazioni siano poche…
Secondo me no!
Se poi mi metto a risponderti sull’esempio che hai portato tu, cioè sul commercio equo e solidale, devo dirti che gli amici di Mirano sono sempre stati ben felici e contenti di partecipare al Tam Tam Suoni e Culture dal Mondo e che ne hanno ricevuto, SEMPRE, un successo economico.
Non è la quantità di gente che fa il successo, ma la qualità di ciò che si propone: il Village, come sempre ci viene rinfacciato, è sempre tanto frequentato… Perché le associazioni sono quasi assenti e, l’equo e solidale, dopo qualche tentativo, adesso non c’è più?
Mira ha bisogno di questa manifestazione?
Oppure: Mira si merita questa manifestazione (merita nel senso culturale della cosa)?
Il cast artistico che da cinque anni noi cerchiamo di portare qui non è solo di carattere etnico, ma non può non tener conto del ruolo che altre manifestazioni hanno attorno a noi.
L’aspetto commerciale, cioè quello attento a ciò che va di più, è svolto egregiamente sia a Marghera che a Padova.
Per il liscio e la musica dedicata alla terza età, ci sono le sagre di paese e quel che resta delle feste dell’Unità.
Avere una propria identità sembra quasi ti disturbi.
Quanta musica ci gira intorno, quanti artisti, attori, musicisti vivono e operano attorno a noi (italiani, tanto per non allargarci troppo), che sono bravissimi e in pochi li conoscono?
E li conoscono in pochi non perché non sono bravi, ma perché, ormai, siamo diventati sordi e ci fermiamo solo a ciò che la radio, ma più evidentemente la televisione, ci fa conoscere.
Questo è un peccato.
Quanti locali fanno suonare nel proprio locale?
A Mira mi ricordo che c’erano il Fragile, il Belafonte, il Ristoro; facevano musica dal vivo… adesso, a volte, solo il Ristoro propone qualcosa.
E se ci allarghiamo al comune a noi vicino, togli il Vapore e la Fucina Controvento, c’è il deserto.
Questo cosa vuol dire?
Che siamo pigri.
Che non c’è più voglia di investire nel futuro, cercando di aprire spazi di conoscenza e di crescita culturale delle persone.
E non c’è voglia di investire nei giovani, nelle loro capacità artistiche.
Il territorio, come lo definisci tu, è qualcosa di astratto, di teorico, di… retorico.
Serve il sostegno politico non solo di chi governa, ma di tutte le sue componenti, servono chiare indicazioni di sponsor, di persone ricche di risorse e di buona volontà che possano prendere a cuore la crescita culturale e sociale del territorio: il Tam Tam Suoni e Culture dal Mondo è una festa apartitica, pur non essendo apolitica.
Fatti concreti, non parole.
Da prima dell’arrivo di questa giunta, continuiamo a proporre che, invece di dare un piccolo contributo al Tam Tam Suoni e Culture dal Mondo e ad altre manifestazioni o eventi culturali, perché non si istituisce un ufficio, o si incaricano dei professionisti del settore, e si mette in piedi un piano concreto e reale di Fund Raising?
È una cosa che abbiamo conosciuto in altre realtà comunali… e i soldi investiti sono sempre stati “moltiplicati” dalla capacità di questi professionisti.
Non un ennesimo incarico esterno, una consulenza d’oro inutile.
Ma un investimento.
Ah, Alessio, quante cose ci sarebbero ancora da dire.
Se vuoi, quando puoi, potremmo trovarci a parlarne.
Per il momento, ti diamo appuntamento alla prossima festa dello sport e dell’associazionismo (sigh!): vienici a trovare, che un po’ di confusione creativa, per farti capire dove siamo, ci sarà!!!!
Grazie del tuo intervento, sperando che sia un inizio.
See You!
ti dirò, che su alcune cose concordo su altre un po’ meno, cmq circa la festa dell’associazionismo, non so se vi parteciperò, perché qualcuno sta facendo morire le consulte e nessuno dice nulla ad alta voce, dov’è la società civile che schiamazzava durante gli anni dell’Impero, per la partecipazione, e ora si accontenta della parvenza di partecipazione?
Ps, sappi che sono frequentatore del Ristoro.
ps. lo sappiamo!
pps. poi non sei né interista né milanista… e al ristoro trovi casa.
La nostra partecipazione alla festa è figlia proprio di questo schiamazzo di cui tu scrivi.
Non faremo un banchetto – vetrina come le altre associazioni.
Avremo un palco dove suoneranno gruppi di giovani della zona e qualche altra cosa che stiamo definendo.
Crediamo che una manifestazione come questa dovrebbe godere di altra considerazione da parte dellì’amministrazione, dovrebbe avere un altro respiro e un’altra organizzazione.
Avevamo cercato, con il buon Nico, di proporre una cosa diversa, portando la festa a forte Poerio, ma la politica ha preferito nascondersi dietro a scuse risibili per cassare la proposta, anche in virtù del fatto che le associazioni sportive, per qualche motivo, tirano più delle altre!
Come dice il Signor G, dal libro dei proverbi: “sono tutti bravi a fare i froci con il culo degli altri!”.
E qui succede, a volte. Troppe volte.
Anche perché Mira pensa di averlo più lungo degli altri, o di averla d’oro, tempestata di diamanti.
Sempre dal libro dei proverbi del Signor G: “chi semena sassi no rancura montagne, ma no semenar gniente xè anca pexo”.
Forse avremmo un angolo spritz… che magari beviamo una cosa insieme.
Ciao
ps.
Perché non ci si vede, magari anche una sera, davanti a una birra e ci raccontiamo dei nostri dubbi?
La nostra porta è sempre aperta.
Quando vuoi, è sempre aperta anche la mia porta. così ti racconto qualcosa anche su Forte Poerio, una delle mie migliori cause perse.
Caro Alessio: secondo me non è ancora del tutto persa la causa, anche perchè archiviata l’ultima (a mio parere)”proposta indecente” non se ne più parlato di cosa fare del Forte e dunque io personalmente ritengo si debba continuare a tenere caldo l’argomento, affinchè non vada nel cosiddetto “dimenticatoio” .
Certo che in più vorremmo sentire “qualcosa ” detta da chi conosce meglio i retroscena della questione e può raccontarne sulla “questione politica”sfumature che molti non sanno.
Dunque:
perchè non organizzi una “birrata ” in ottobre (visto che siamo in periodo di Oktoberfest) con il comitato “Forte Poerio” e la cittadinanza tutta (o almeno la interessata) per riaffrontare il discorso??Magari con un po’ di impegno l’Amministrazione per primavera ci può organizzare qualcosa di interessante pianificando i “dovuti” (??) lavori di messa in sicurezza….