Ringraziamento d’obbligo a Bepi e Nicola, che hanno tirato una carretta che nessuno, quest’anno, a vario titolo e ragione, ha voluto tirare, anche perché il presupposto non era quello che doveva essere.
Questa era la festa dello sport e, poi, dell’associazionismo. Poi.
Noi, per marcare il diverso modo in cui intendiamo questo tipo di evento: nel nostro stand non c’era nessun materiale che riguardasse il passato, con la sola esclusione dei manifesti usati per “arredare” il tavolo sopra cui erano posate due caraffe sempre colme di buon spritz, che offrivamo a chiunque ne volesse un bicchiere.
E un pacco di fogli con la spiegazione del perché e del come eravamo presenti: lo abbiamo riportato in questo post.
Siamo riusciti a portare a termine nove interviste che a breve inseriremo in internet, per farvi ascoltare ciò che ne è uscito.
Cose da dire, le persone, ne hanno.
E molte, anche.
Basta aver voglia di ascoltarle.
O, magari, di usare un po’ di fantasia.
Il secondo ringraziamento riguarda i ragazzi di Radio Merlino.
Paolino (nonostante frequenti persone deprecabili), Leonardo, Francesco, Giglio, Pigi, Michele (che dall’Argentina ci sorveglia), Gibo, Piero e tutta la famiglia Beninato, Giampaolo, Federico detto Ruben… e qualche altro nome che ci sfugge, in questo momento, sono stati grandi, disponibili e perfetti nella realizzazione di questa giornata. Una grande bacchettata sulle mani, e anche altrove, a Matteo Liquirizia. LUI SA IL PERCHÈ.
Il palco montato e utilizzato dai gruppi che si sono succeduti lungo il pomeriggio si è animato di musica di qualità e ci ha dato speranza.
Speranza che ci sono persone, ci sono giovani che cercano, attraverso la musica, attraverso la composizione di proprie canzoni, di mettersi in gioco, di dire la propria idea, da protagonisti, insomma, non cadendo nel facile richiamo di suonare, come automi, musica e canzoni dei cantanti che vanno per la maggiore.
E aver realizzato questo palco ci è parso, alla fine, il motivo fondamentale per essere presenti in Riviera Silvio Trentin ieri.
L’aver collaborato con gli amici di Radio Merlino è stato naturale, spontaneo e stimolante.
Una finestra aperta su un futuro che può solo portare frutti.
Peccato non averne potuto parlare con le persone che, a livello amministrativo, sono referenti per questo settore: uno scambio di idee su un percorso da intraprendere con queste realtà giovanili,sarebbe opportuno per non disperdere questo patrimonio che, da tempo, sappiamo esistere in questa città, ma che non viene tenuto nella giusta considerazione.
Molti giovani stanno spostando la loro attenzione e la loro azione verso altri comuni, verso altri territori, che si dimostrano più ricettivi e aperti.
Una giornata grigia, come tempo meteorologico.
Ma, per noi, rischiarata dall’armonica rumorosa presenza del palco (il palcoscenico verticale) animato dalla musica, questa lunga giornata è stata sopportata facilmente… e ci dispiace per chi ha visto in noi dei disturbatori e dei fracassoni (pochi, per la verità) e siamo contenti per quelle persone, anche anziane, che si sono soffermata a guardare, alcuni con invidia e con ammirazione, questi “scultori del ritmo e del suono” che facevano uscire dai loro strumenti emozioni…
E tu, che mi chiedi spiegazioni, se ti fossi soffermato un attimo ad ascoltarli, avresti avuto le risposte che cerchi.
Elias Mengwee è stato… un po’ divergente, ma comunque sempre un bell’ascoltare. Le parole di Gigi, l’audacia esecutiva di Pera e le percussioni di Michele, di cui si può solo che condividere il suo: “SPEGNETE LA TELEVISIONE” che ha gridato nel microfono.
Ricapitolando, le foto della giornata sono già online, i video dei gruppi che hanno suonato sono in arrivo e, le interviste, stiamo cercando quale sia il modo migliore per metterle in rete.
Grazie a tutte le persone che, ieri, ci hanno avvicinato, ci sono vicine e hanno voluto dircelo.
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Perché non hai parlato dei pirati?
Giustamente questa è un’obiezione corretta che mi è stata sollevata.
Mentre ieri scrivevo mi è venuto a trovare Paolo di Radio Merlino e Andrea dell’Arci.
Ho perso il filo del discorso e me ne sono dimenticato.
Eccomi qui a colmare questa lacuna.
La bandiera dei pirati, per chi ha frequentato queste pagine, ha un significato.
All’interno dell’Associazione Srazz c’è un piccolo manipolo di attori che si è chiamato “Gioiosa Confraternita” (di pirati) e, di conseguenza, la pirateria, quella classica non quella dei giorni nostri, è entrata a far parte del nostro immaginario e del nostro vocabolario.
Domenica scorsa abbiamo esposto, nel nostro stand, una bandiera dei pirati.
Qualche idiota, fascia di “corta umanità” che, in queste circostanze, non perde mai l’occasione di parlare invece di stare zitto, è andato a lamentarsi con gli organizzatori (aggravante per questi idioti, perché avrebbero potuto risparmiarsi una ricerca chiedendo direttamente a noi…), che erano presenti dei fascisti, perché c’era la bandiera nera con il teschio…
Idioti perché non conoscono la storia e perché si fermano a ciò che più gli piace per scatenare, magari, risse da osteria su cose inconsistenti e senza fondamento.
Idioti perché quando l’ideologia arriva a questi livelli tutto diventa preoccupante: il metodo (parlare con gli organizzatori e non con noi), il merito (fascisti? a chi? loro, probabilmente lo sono, dati i metodi e il modo), il contenuto dell’obiezione.
E non ci sono scuse.
E non ci sono attenuanti.
Molte volte, troppe volte simboli (non la pirateria, chiariamo) sono stati capovolti nel significato: la svastica nazista è diventata un simbolo di morte, quando invece è, nel mondo buddista e induista, un simbolo che risale alla notte dei tempi con significato augurale e di fortuna, per citare il più eclatante.
La presenza della bandiera dei pirati aveva un significato puramente ironico e, senza alcun problema, avremmo potuto spiegare.
Ma così non è stato.
Siamo stati pirati perché, dal palco che avevamo allestito, abbiamo lanciato scariche sonore nel deserto del mare magnum delle vetrine… e questo era il nostro intento.
A operazione completata, abbiamo smontato i nostri strumenti e siamo scomparsi nella notte…
Non prima di aver aiutato Bepi a raccogliere le tavole e le panche di chi, scordandosi che la festa è di tutti, si è fatto vincere dalla pigrizia e non ha riportato ciò che si era preso.
Un encomio speciale, ma qualche bacchettata sulle mani sarebbe stata meglio, a chi ha abbandonato lungo Riviera Silvio Trentin scatoloni, sacchi e immondizia varia sparsa.
Idioti (il De Mauro lo traduce così: chi è molto poco intelligente) anche loro, perché qui è solo questione di intelligenza… e poi si parla di Napoli!
E noi, dopo anni di Tam Tam Suoni e Culture dal Mondo, lo sappiamo bene.
Il senso civico, lo sappiamo, è cosa di cui è meglio non parlare, dato che, se lo cerchi, non perviene nulla.
E allora, meglio pirati di questo mondo che essere mescolati a tutto questo… noi, da pirati, il nostro spazio lo abbiamo ripulito.
Signor G, che dire ancora?
Che dire ancora?
Diciamo che i gruppi che hanno suonato erano davvero bravi (voglio dire che il Signor G non lo dice spesso, no?) quindi la giornata è stata ancora più interessante del previsto.
Diciamo che è meglio un giorno da pirata che cento nel comune di Mira (ah ah )
Diciamo che quei signori dovrebbero cercare i fascisti alla TV e nel governo più che nelle bandiere dei pirati dei Caraibi… magari hanno votato il nano.
Diciamo, anzi dillo tu porcaro, che per le caprette come te c’era solo del formaggio…
Diciamo che se qualcuno se n’è andato perché facevamo confusione non mi sento in colpa. ma proprio per niente
Diciamo che il faccione di Benigni dalla terrazza degli Adams (quando ero piccolo la chiamavamo così, quella meravigliosa casa) meriterebbe almeno un oscar…
Diciamo anche che se quest’anno c’era gente nuova che girava: l’abbiamo portata noi… e aggiungiamo che molta di quella vecchia, quest’anno, non c’era per motivi già scritti.
Diciamo che, se mai faremo il Tam Tam Suoni e Culture dal Mondo, voglio quei cessi spaziali con le lucette alla porta. frega na sega quanto costano!
Diciamo che fare interviste non è il mio mestiere se poi rantolo invece di parlare…
Diciamo che Radio Merlino mi ha fatto una bella impressione
Diciamo che essere gli ultimi a sparire “Dietro la notte” è sempre un bello sparire…
see you…
…space pirates
g
Credo, ma non ci giurerei troppo, ci fosse una canzone dei Nomadi contro “tutti i/gli fascismi”…ma sui pirati, davvero, me ne vengono in mente due: una di Bennato (Capitan Uncino) ed una di Masini il cui titolo meglio non riportare…
io ne ricordo un’altra che finisce con:
sulla cassa del morto…
chi se la ricorda tutta?
c’è poco da ricordare, e comunque ti sbagli nonna non era la fine ma la prima strofa ripetuta più volte: 15 uomini sulla cassa del morto, e una bottiglia di rum
quanto alle canzoni dei pirati ne conosco a iosa, ma basta questa per cominciare:
http://www.youtube.com/watch?v=fWReufm_a2c
g