Caro Signor G, credo che qualche grattacapo arriverà dopo aver pubblicato questo articolo ma, come tu hai sempre fatto, testa alta, schiena dritta e nessuna remora nel dire.
Sicuramente, guardando la cultura del mondo che abbiamo attorno, da oggi, oltre allo Shiva Dance Group, ci sarà qualche altra persona che penserà a noi come a dei nemici, come a un cancro che debba essere estirpato.
Ma possiamo tacere?
No, non lo crediamo possibile.
Non lo abbiamo fatto per Forte Poerio e per la Festa delle Consulte (1 e 2)… lo facciamo adesso?
No.
Dobbiamo aver timori, come ci è stato detto che dovremmo avere?
Di cosa, poi?
Ci intimoriscono l’ignoranza (che fa coppia con l’arroganza), la superficialità e il malessere che si respira in giro.
Queste cose cerchiamo di combatterle a viso aperto, mettendo la nostra faccia e il nostro lavoro in prima linea.
Non siamo noi che ci neghiamo o che, dopo aver richiesto un chiarimento, ci diamo latitanti.
Se queste nostre parole saranno utilizzate per indicarci come traditori o persone da mettere all’indice, che dire?
Poco male, non è vero?
Non pensiamo di avere la verità in tasca, ma nemmeno cerchiamo di tenerla lontano e, attraverso queste pagine, la cerchiamo, nel dialogo e nella sincerità.
Se vogliono parlare con noi, dovrebbero sapere come trovarci, dove trovarci.
Chissà perché abbiamo questa sensazione “affamata” tanto da voler spalancare le finestre e cambiare l’aria… forse sarà per via di questo odore di vecchio, di muffa, di stantìo che è quasi soffocante.
Per cui, partendo un po’ da lontano, cercheremo di fare il punto.
Il punto di cosa?
Il punto.
Punto!
P.S.
Qui a lato trovi la miniatura dell’articolo che è uscito sabato 4 ottobre 2008 sul Gazzettino di Venezia in pirma pagina: è l’articolo che ha dato inizio a tutto questo tramestio.
Leggendolo, magari, puoi farti un’idea più precisa del fatto, del contesto e delle varie interpretazioni che i partiti ne danno… e aiutiamo la Princi a capire.
Infine, non so se hai già avuto modo di leggerlo, ma Nico ha scritto un po’ la stessa cosa, da un’altra angolazione, con il suo stile. Lo trovi Qui, Quo e Qua.
Qualche anno fa, in occasione del Marghera Estate Village (strano ma vero), ci venne chiesto, come Associazione Srazz, di organizzare un appuntamento settimanale, sull’onda di ciò che facevamo Al Vapore: il “Martedì al Vapore”, un appuntamento che dal 1999 al 2003 ha proposto, all’interno della classica programmazione del locale, una finestra sulla scena underground del nostro territorio, in particolare, e nazionale in generale.
Per il Village avevamo pensato agli International Noise Conspiracy, oltre che ai Massimo Volume, due band che avevamo visto suonare e che ci erano piaciute molto.
Quando ricevemmo il contratto degli International Noise Conspiracy, durante la fase della trattativa (con un’agenzia che dire cialtrona è dire poco…), ci colpì molto un passo delle clausole in cui scrivevano (vi ricordo che, tutto ciò che è scritto sul contratto, una volta sottoscritto, vincola gli organizzatori e il gruppo a tutta una serie di regole e richieste che non possono essere sfuggite o modificate unilateralmente…) che per il catering volevano bibite e succhi di frutta che non fossero prodotti dai marchi multinazionali come Coca Cola, Del Monte, ecc., chiedevano di avere un servizio d’ordine che non fosse, in alcun modo, violento e autoritario e, cosa che ci fece subito innamorare della filosofia del gruppo, una clausola in cui scrivevano che non ci dovevano essere persone che entravano senza biglietto!!!
Normalmente, a ogni concerto, ti trovi a dover combattere con politici, amministratori, presunti amici dell’artista che si esibisce, paraculi, ecc., che vogliono entrare gratis, senza pagare.
In un paio di episodi abbiamo avuto modo di vedere in azione colui che, all’epoca, era delegato alla cultura della municipalità di Marghera (adesso ne è il presidente…) che, alla cassa, fece una scena inenarrabile per tirar fuori due euro. Minacciò anche di chiamare sindaco e assessori tutti.
L’ignoranza la si riconosce non dalla posizione che si rappresenta, ma da ciò che si è.
Nuccio Fava che, per lo spettacolo di Moni Ovadia, rimase al telefono dieci minuti per parlare con l’agenzia di Moni per non pagare otto euro!!! Oppure Skardy che, per uno dei primi concerti del suo ritorno sulla scena come “Grande Bidello”, aveva una lista di 22 persone… tanto per citare qualche esempio.
Ci siamo chiesti, più volte: è giusto far pagare A TUTTI l’ingresso, oppure dovevamo, più per opportunità politica che altro, far entrare gratuitamente amministratori e politici vari? Nel 2005 abbiamo chiuso la porta a tutti!!! Nessun pass omaggio a chicchessia.
Se la gente paga, perché il politico deve entrare gratis?
Il Tam Tam Suoni e Culture dal Mondo, in quell’anno, non godeva di nessun contributo da parte del Comune, per motivi a noi ancora sconosciuti, per cui ci siamo sentiti liberi di applicare questa regola. Se ci fosse stato il contributo, ce lo avrebbero fatto pesare, perché la politica è dare per AVERE.
A volte.
Dare per avere…
Incrostazioni,
Che quando nascono, pensi di non toglierle, perché sono piccole e non fanno danno.
Ma le sottovaluti, le ritieni superficiali, di poco conto… ma poi crescono, si sviluppano e, quando te ne accorgi, sono grosse e difficili da tirar via. Come le incrostazioni che crescono sul fondo di una barca che non viene mossa e intaccano la struttura e ne appesantiscono la navigazione.
Le incrostazioni vanno tolte, appena si presentano.
Più si aspetta e più diventa difficile toglierle, aumentando la fatica e il lavoro.
Questo cosa c’entra?

Finestre Aperte
Non ci piacciono i favoritismi, non ci piacciono i diritti che qualcuno si sente di possedere, quando, magari, il lavoro non è suo, lo sforzo e le difficoltà non gli appartengono.
Parlando con molti musicisti stranieri che abbiamo avuto modo di conoscere, abbiamo capito che questo modo di fare le cose è presente solo qui, in Italia.
Tutto ciò che è “gratis” diventa come merda che attira mosche (ci scusiamo per il francesismo
).
Ma passare davanti a una cassa e dire: “io sono il tal dei tali, dovrebbe esserci un accredito per me” è una dimostrazione di potere di una grettezza che non ha eguali.
Questo è un piccolo esempio, Gian Antonio Stella, con il libro La Casta, ne racconta di ben più grandi.
Ma ci dicono che le grandi cose si costruiscono mettendo assieme tante piccole cose.
Non è che bisogna guardare a chi prende di più per dire che, in fondo, si è preso poco.
È il principio.
È l’onestà.
Fin da piccoli ci insegnano che l’onestà è la miglior arma che un uomo abbia a disposizione: l’uomo onesto
Allora perché chi già vive nel privilegio deve continuare ad accumulare e ostentare privilegi?
Come ci hanno insegnato gli International Noise Conspiracy tutti devono essere allo stesso livello: pubblico, giornalisti, politici, autorità varie. Lo dicono loro, che vengono dalla Svezia.
Noi lo abbiamo anche scritto nella Costituzione (Art. 3. Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali. È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese) ma, con il nostro fare, tipicamente italiano, che dimostra quanta strada ci sia ancora da fare prima di poterci definire un paese democratico, progredito e illuminato, sembra proprio che l’essere uguali non sia un nostro problema, ma sempre di qualcun altro e ci comportiamo come se tutto ci fosse dovuto.
Tutta questa tirata per dire che?
Per dire che ci è capitato di parlare con qualche persona che ha i figli a scuola.
Incazzati neri.
Persone che non hanno votato mai più a destra del PCI.
Tanto per intenderci.
Non forzaitalioti, leghisti o alleatinazionali.
Questo tanto per inquadrare il contesto della loro amarezza.
Amarezza nel leggere che la stessa mensa che porta il cibo nelle scuole dei loro figli (buono pasto di € 3,10 alla materna e di € 3,30 alle elementari), riserva un trattamento di favore agli amministratori miresi.
Pasti gratis.
Non è importante il numero (1, 10, 98…).
È il principio.
Gentiluomini,
Il primo cittadino, colui che, eletto anche con i loro voti, deve essere, prima di tutto, esempio di virtù e di correttezza…
Ma ha scelto di fare il primo cittadino, assieme a una giunta che è subito “sotto” al primo cittadino, per cui non si può non guardarlo e meditare sull’esempio che dà, che danno.
Con la consapevolezza che sono solo uomini e donne, fallaci.
E che la perfezione non fa parte di questo mondo.
Ma, almeno, averne l’anelito, il desiderio ardente di tendere verso questo stato di grazia.
E la giustificazione…
Così simile a quando si scopre il bambino con le mani nella nutella e, con una splendida esibizione di mirror climbing, quest’ultimo cerca di negare l’evidenza della cioccolata tra le dita e intorno alla bocca.
“Prima de parlar, TASI! Sei appena come me“.
Dice una mamma! dopo aver letto, sulla stampa, che…
“pensavo che non fossero gratis, avevo chiesto una convenzione al miglior prezzo possibile“.
“Perché chiedere un trattamento di favore, diverso dagli altri: una sorta di “super sconto“, tu che sei appena come me?”
In nome di quale diritto, poi?
“Dire: “abbiamo sbagliato“, è troppo difficile? Abbiamo tante cose a cui pensare, mejo che ‘ndè casa, non podemo miga tendar anca voialtri!“.
Dice un papà.
Perché chiedere scusa, ammettere l’errore, senza perdersi in alcun tipo di giustificazione, è ciò che fa di un uomo un gentiluomo…
Perché l’errore fa parte del vivere quotidiano.
Ma non la supponenza, la presunzione e l’arroganza che tutto deve essere detto e fatto e mai spiegato (prima)!
E vogliamo citare solo due tra le affermazioni sentite in questi giorni.
Anche perché le altre non si discostano poi di molto: solo lievi variazioni semantiche o l’aggiunta di imprecazioni varie.
Finestre aperte…
Il succo di tutto questo è che… come si può chiedere il rispetto di regole e convenzioni, scritte e non, di idee di etica e di morale quando, non è importante quante volte, o quanto grosso è il fallo, ci si comporta nello stesso modo che, pubblicamente, si esecra?
Non ci si può arrampicare sugli specchi, cercando scuse e motivazioni che, a posteriori, facilmente si possono costruire.
La rettitudine è una virtù che, o la si possiede innata o, faticosamente, lò cercare di costruire.
Ma non c’è la certezza che ciò possa riuscire.
A Mira, malauguratamente, si è persa l’occasione.
Sbagliando, prima.
Giustificando, poi.
Goffamente.
Dopo!
La cosa migliore, forse, sarebbe stato seguire ciò che disse Groucho Marx:
“Meglio tacere e dare l’impressione di essere un idiota, che aprir bocca e togliere ogni dubbio“.
Appunto.
E vien voglia di aprire le finestre.
Non per far entrare qualcos’altro.
Per cambiare l’aria.
Perchè qui non si sa parlare.
Non si sa comunicare.
Non si sa fare il proprio lavoro.
Punto!
Si è persa un’occasione.
Un’altra!
e la pasta e fagioli.
La pasta e fagioli la vorremmo mangiare tutti, gratuitamente.
Proprio la pasta e fagioli, forse il piatto che più sa di umiltà, di lavoro, di povertà tra tutti i piatti di questa nostra terra, il piatto del contadino, del povero e del viandante.
Il piatto che non si negava a chi aveva fame o nessun altro luogo dove andare.
Ma non è questo il caso.
O no?
Zio, per favore, capovolgi questa nave.
Te lo chiediamo per favore!
Postato in: Pensieri e cose, vengo da un altro pianeta? | Messo il tag: al vapore, festa delle consulte, finestre aperte, Forte Poerio, gentiluomo, giunta comunale, grande bidello, il gazzettino, incrostazioni, international noise conspiracy, marghera estate village, martedì al vapore, massimo volume, mira, moni ovadia, Nico Narsi, pasta e fagioli, qui quo qua, serimi, skardy, srazz, tam, tam tam suoni e culture dal mondo






[...] si è parlato dell’Affaire Serimi, di cui abbiamo parlato anche noi in questi due articoli (Incrostazioni, Gentiluomini, Finestre aperte e… la pasta e fagioli – Post Scriptum) e vi rimandiamo anche a quest’articolo apparso sul blog di Davide Meggiato [...]