Post Scriptum

Ci ritorniamo sopra, ma non ne possiamo più di tutta questa vicenda…
Leggendo meglio l’articolo uscito la settimana scorsa sul Gazzettino, a firma di Luisa Giantin, dal titolo: “Meggiato: «Ho mangiato al Naviglio, e anche bene»”, di cui si è gia parlato sul post precedente, quello che parla di Incrostazioni… ci era sfuggito un passaggio che ci sentiamo di dover riprendere perché, secondo noi, proprio non ci siamo.
È citato, tra virgolette: “Quando la Serimi concorderà con il Comune la convenzione ed emetterà la fattura per i pasti che ho consumato, si pagherà come si deve“.
Ci chiedevamo se la fattura sarà pagata da chi ha consumato i pasti.
Oppure dal Comune.
Nel secondo caso, vorremmo far presente, che la cosa ci sembrerebbe solo aggiunger alla beffa, il danno.
Perché il concetto di gratuito resta, per chi ha consumato i pasti.
Oppure a qualcuno questa sembra la giusta soluzione?
Chi ha mangiato deve, di tasca sua, accollarsi la spesa.
Per non cadere nel detto: “Peso el taccon del buso”.

2 Risposte

  1. Non ho detto che è il Comune che pagherà. ma il sottoscritto. In altre parole e sperando davvero di essere chiaro: non appena la Serimi mi manderà la fattura, pagherò immediatamente il dovuto. Come per’altro ho sempre pensato di dover fare.

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