È giunto il giorno tanto atteso dell’Apocalisse… pardon: dell’atto finale di questo Tam Tam extra large dove (e cito me stesso l’anno scorso) troverete la summa del meglio e del peggio della nostra amata festa, raccontatovi con la consueta grezzaggine e schiettezza ma anche con un minimo di educazione, che per dirla alla Lele: non sbaglia mai! Le opinioni e i giudizi che pescherete qui, al contrario dei taccuini precedenti, non sono solo frutto delle mie fisime mentali ma una media di opinioni rilevate dalle varie menti organizzative della festa che hanno vissuto in prima persona gli avvenimenti
Naturalmente prima di percorrere nei particolari la nostra commedia divina… vediamo come la festa, nella sua complessività, ha vissuto se stessa:
molte delle novità ve le ho già citate nei prologhi. Novità importanti come la partecipazione ancora più attiva dell’associazionismo con molte conferenze, animazioni e cene etniche (quelle che non hanno fatto i locali) che hanno riscosso un buon successo ma avrebbero meritato assai più attenzione da parte del pubblico (anche da noi organizzatori in alcuni casi) ma soprattutto vanno lanciate, pubblicizzate di più o in maniera più efficace. Forse le conferenze non sono la soluzione più adatta quando si trovano “sole” sul palco mentre abbinate a cene o spettacoli rendono molto di più.
Novità importanti come i quattro giorni di entrata gratis e solo tre a due euro e gli eventi che non andavano oltre gli otto. La cosa è stata apprezzata dal pubblico come la suddivisione della zona concerti durante gli eventi da quella dei locali. Così chi voleva guardarsi il concerto pagava il biglietto e chi voleva solo passarsi la serata entrava liberamente. Ironia della sorte, per noi organizzatori questa mossa così apprezzata, si è rivelata un mezzo fiasco (quasi intero direi…) economico: tutti gli eventi (in pratica) ci sono costati più di quanto abbiamo guadagnato. Per il futuro bisogna rivedere e correggere la formula.
Buona la nuova disposizione dei mercatini fino a che i mercatini sono rimasti. Perché ad un certo punto, attratti da luci più abbaglianti, molti se la sono svignata di nascosto lasciando buchi corretti in corsa ma comunque spiacevoli. Riguardo a questo mi pare che la gente in generale non abbia proprio voglia di spendere i propri soldi… si chiama crisi economica, anche se ci dicono che non c’è.
Bene fino a un certo punto dove il punto è la potenza, la filodiffusione di RTTN per tutta la festa. A volte il volume era davvero troppo basso… comunque è una gran pensata!!!
Ottima, escludendo poche falle, la programmazione musicale che, visti i fondi monetari a disposizione, è stata notevole e con punte eccelse… e qualche cacata abissale, (non possiamo azzeccarle tutte!) il caso ha voluto che alcuni concerti preziosi saltassero o venissero funestati dal maltempo (guarda caso gli eventi…) certamente più clemente dell’anno passato (diamogli il merito).
Tornando alla musica credo che chiunque si sia lamentato della scarsa qualità artistica del Tam Tam sia sostanzialmente un idiota e chiunque si sia lamentato per la scarsa “commerciabilità” del Tam Tam ha sbagliato festa e approfitto di questo aggancio per entrare nel merito dell’ideologia di questa festa: Tam Tam Suoni e Culture dal Mondo.
Quest’anno la festa ha raggiunto un traguardo importante, vale a dire quello della convenzione triennale che il Comune ha fatto con l’associazione Srazz che organizza la festa. Questo permette, finalmente, di creare una progettualità o perlomeno ti dà la possibilità di pensare ad una festa forte e diversa dalle altre realtà presenti nel territorio… il Tam Tam ha pagato a caro prezzo il sovrapporsi di altre feste e manifestazioni, ha pagato a caro prezzo la sua promiscuità! Nel senso che assomiglia ancora troppo a tutto il resto che c’è in giro…
Perché la gente non viene al Tam Tam nonostante la musica sia di qualità e il posto bellissimo? Risposte disordinate: non ha un bacino d’utenza cittadino ma paesano (cosa di notevole, enorme importanza); è scomodo nei parcheggi; non è supportato adeguatamente: dalle autorità comunali che ostentano inspiegabile e lesiva indifferenza; dai giornali che sembrano accorgersi della festa solo in caso di problemi ignorando tutto il resto; i prezzi dei locali sono uguali a quelli di posti naturalmente più frequentati e l’offerta (la presenza) minore… ci sono altre cosucce ma mi soffermo a questo crocicchio e mi tolgo qualche sassolino…
Abbiamo tentato di abbassare i prezzi, ma è stato inutile per la ferma opposizione dei locali stessi che in aggiunta non mantengono nemmeno gli accordi che si sottoscrivono tra loro… si chiama eccesso di potere e visto che senza di loro la festa non si fa possono esercitarlo.
Abbiamo tentato anche di variare la parte mercatini dando più spazio agli artigiani, ma qui abbiamo fallito noi anche a causa di un regolamento comunale che ci ha tagliato le gambe e solo due artigiani (artisti) hanno potuto rispondere alla chiamata (tra l’altro con successo)
Ma torniamo alla domanda di partenza e, dopo aver constatato alcune cause, a come fare per migliorare la situazione?
Secondo me (e anche qualcun altro) bisogna partire dai collaboratori più stretti e indispensabili. La squadra base deve essere forte e equilibrata nei compiti e doveri. Fermo restando che, se fosse per me, questi locali l’anno prossimo li lascerei a casa, troverei persone forse meno professioniste… che poi è tutto dire… più disponibili a capire e vivere la festa non solo dal lato commerciale ma anche culturale e sociale. In una parola meno attaccate ai soldi e di più alla gente. Una simile mossa potrebbe comportare un’emorragia devastante a livello di fondi organizzativi (non per i guadagni dei locali dei quali – quest’anno – noi organizzatori prendiamo solo una percentuale sui fusti di birra venduti, ma sull’affitto dello spazio) e quindi una maggiore ricerca di sponsor e un indispensabile sostegno comunale.
Il Tam Tam musicalmente viaggia bene, la proposta alimentare deve diventare davvero etnica e a prezzi popolari, gli artigiani devono farsi strada, il pubblico che passa al Tam Tam deve diventare spettatore attivo e non solo passivo (e resto sul vago apposta)
Il Tam Tam non deve (ma poi non può esserlo fisicamente! Per costituzione!) una piazza Ferretto deve farsi le vasche (le piazze in riviera fanno tutte una brutta fine…) ma un luogo di incontro e di scambio: una fiera nel senso più alto del termine.
Deve cambiare o morirà, in un attimo!
Il margine è ormai oltrepassato, o si cambia ora o è la fine.
Sono tre anni che lavoro al Tam Tam e alla fine non vedo una lira; chiamatemi scemo, ma continuo a credere che la festa possa davvero prendere una via speciale e redditizia… c’è anche chi lavora a questa festa da molto più tempo e, se continua a venirci, non è sicuramente perché ci perde. Ma si lamenta, non mantiene i patti e vuole aver ragione… chiamatelo scemo, fa i suoi interessi.
Il primo genere di persona la festa la fa vivere, il secondo genere la fa morire lentamente.
Non ci sarà nessun Tam Tam l’anno prossimo se chi di dovere non deciderà a che genere umano appartenere.
Ma adesso basta con i pippotti e diamo il via all’apocalisse!!! Tra squilli di tromba terribili (avrà ascoltato qualcuno di Provincia in Rock) l’angioletto dà il via a questo “teatrino Biblico pagano” del giudizio universale al quale lascio lo stesso intro dell’anno passato perché quello nuovo non mi andava a genio.
Non se ne abbiano a male i maltrattati e non si esaltino i lodati. Qui tutto è un gioco e chi vuole leggere tra le righe qualcosa che non c’è è libero di farlo…
Partiamo come consuetudine dagli:
IGNOBILI: ovvero sottocategoria dei dannati meritevoli di infamia perenne… ai vandali che hanno abbattuto la rete per risparmiare due euro; danneggiato il pontile della remiera; ai giovani ladruncoli di biciclette, cellulari e penne…; al poveretto che ha alzato le mani e agli uomini che dimenticano di essere uomini ritrattando la loro stessa parola, diventando persone “inutili”. Ecco la differenza tra chi crede in quello che fa e chi lo fa solo per il conto in banca; ai mercatini che per il sopraccitato motivo se la sono svignata di nascosto, vigliacchi!
A voi l’offesa più grande: l’indifferenza.
INFERNO: che quest’anno è insolitamente vuoto… ai polli fritti non tanto per i polli ma per i fritti; ai Veneto Trasformer più per le parole che per la musica; a Capleton perché una buona musica non riscatta una pessima ideologia; a tutti i gruppi di Provincia in Rock, durante ma soprattutto dopo; a Francesco Grosso che però ci ha messo coraggio; ai Mengwee che da fuori parevano belli ma dentro…; ai Café Sconcerto per tutto…; al manager di Sarah Jane che ci ha messo del suo; al saccarosio di alcune esibizioni che andranno in Paradiso; alla Metà di Meien con il nome di Liquirizia per la dissolvenza inesorabile e convinta; a Maele… più che altro per invidia dei suoi sei anni che gli permettono certe cose…; a Mario che non è passato a trovarci e ci è mancato… non fosse venuto per lavoro poi…; al Free Shop, splendida idea, pessima realizzazione; ai locali, escluso in parte il Tam Tam Corner, che più che luoghi di ristoro sembravano luoghi di ricovero; ai giornali che ci hanno ignorato e quando lo non lo hanno fatto hanno pure sbagliato festa!
A voi dico: che Iddio vi smalti!!!
LIMBO: ovvero senza lode né infamia: cominciamo dai senza colpa saltati per pioggia e varie ed eventuali. Hormonauts (che peccato) ; auteditori, Orchestra da Camera Accademia Veneta; Sarah Jane Morris, nonostante il mini live sotto il diluvio. Passiamo ora agli altri: gli East Rodeo, bravi ma freddi; Jimi e Scoblar che tra l’uno e l’ altro pareggiano il conto; Europa String Choir, grande concerto ma triste serata; Yle De Egbà: ci si aspettava di più; The Crickets, bravi ma un po’ supponenti; Piccola Bottega Baltazar, come i Crickets; scuola G. Leopardi e i Mejo che ghemo, una media tra povera forza artistica e ricca forza vitale; Fahrenheit 451, bel concerto ma davvero troppo poco pubblico; Ricatti e Bertelli, bravi ma.. non so; ai Joy Singer, bravi ma… bò, all’ impianto di filodiffusione della festa, al Forum Giovani messo nel giorno sbagliato, (non da noi), con più assessori che giovani… che siano altre le strade da seguire? Magari con meno parole e più fatti?… Riguardo ai politici, non sapevo dove mettere il Comune di Mira che, a parte alcune persone, sembra assente anche quando c’è… nel dubbio li metto qui; alla pubblicità che le associazioni non fanno o fanno male, per le proprie attività… c’è da lavorarci parecchio; allo Shiva Dance Group, che non era niente male ma… per carità!!
A voi dico. Se son rose… vi pungete!… ma son rose!
PARADISO: incredibilmente gonfio… parto da quelli che mi tenevano in scacco dubbioso: i Katarrhal Noise e i La Mente di Tetsuya, autori di concerti super seguiti e divertenti, ma l’anno prossimo, voi, li chiamereste ancora?; gli Yo Yo Mundi, che hanno fatto un gran bel concerto ma sono stati un fiasco di pubblico…
ora passo alle certezze: i Corvus Corax, in una parola: straordinari; Ras Dumisani, bravo e simpatico; lo zio Pinju perché è lo zio Pinju; il GAFP che ha regalato i giochi per bambini; i Fab Ensemble e Marino perché sono bravi e belle persone; Stenia, bravi; Tenores di Bitti perché sono unici; Tolo Marton che è stato sorprendente; Dj Mountige perché è passato a trovarci e a illuminarci, decisivo!; 4Mandolinaples, bravi da far spavento; alla Metà di Meien con il nome di Lupo solitario che nonostante le grane ha tenuto in piedi lo stand dei giovani e varato il mitico torneo di Calcio Balilla; ai Jaipur Kawa Brass Band, che ridevano sempre e a Dj Ciandro; a Herman Medrano e Didjeritam per il concerto e per la sigla; ai Talco per la sigla; a Mister C che cambiava ogni giorno espressione pur essendo un manichino; a Sette Racig perché xe fora!; a Lele perché xe fora come Sette ma con garbo; ad Andrea Da Tos e alla sua scultura che se ne sta a leggere al Tam Tam Corner… si lo so che suona il bongo…uffaaaa; a Maele, vero sostituto di Mario: ovunque ti voltavi te lo trovavi davanti; a Enrique “saccarosio” Mena e le sue amiche… vabbè…; ai clown dottori e al loro splendido mestiere; a Sara danzatrice del ventre rubacuori; a Natalìa e Jennifer: bambine normali e quindi straordinarie in un mondo stupefacente e quindi malato…; agli Aftereights e Budregassi, sorprese felici; ai mercatini rimasti fino in fondo (grazie); a Elisabetta Regina del Tam Tam, che non ha sgarrato una virgola, ha imparato che esiste della bella musica (più bella…) e alla sua 500 che allo scoccare della mezzanotte si trasforma in zucca! (peccato non aver trovato la scarpetta di cristallo); ai Funk Off: bravi, divertenti, fuori di testa!; alla Original Kocani Orkester: bravi, divertenti, Macedoni (che è come dire fuori di testa); a Dj Luky e a tutto il Rockenrollo!!; a RTTN che di complimenti ne ha ricevuti tanti a viso aperto e di lamentele nessuna (a viso aperto… vigliacchini) e comunque: grande musica!; a Sissi per i suoi quadri; a Mauro Pagani che resiste; ai Terrakota, vera sorpresa del Tam Tam; alla Notiesband, Wetfinger Operation e Zabrisky perché meritano; alla Campagna Lupia Jazz band perché sono dei fighi; ai cittadini stranieri per lo spettacolo toccante che meritava più pubblico; a nonna Antonia che quest’anno ha fatto un lavoro straordinario di coordinamento tra le associazioni presenti sul campo; all’uomo nero, unico vero grande capo; a Luca per le immagini da toccare, associazione Ambalaki est, Operatori di Strada, associazione Albatros, Consulta dei Cittadini Stranieri, gruppo volontariato anziani di Mira Vecchia, il Cippo, associazione Il Quadrifoglio, gruppo Miraggio, Cooperativa Olivotti, Bandera Florida, Karibu, Pacha Mama, Mamma Rosa, LAV, CeSviTeM, ass. culturale Roots e Arci Venezia, l’ACM, Lega Ambiente… uff!!! grazie perché senza di voi il Tam Tam non esisterebbe!
A voi dico: Lodate Sempre!!!!!!
Frase del Tam Tam: “Ma posso fare tutto io?” Maele
Menzione d’onore agli uomini e donne cassa: Sandra F. e Sandra O, Chiara, Stefano, Ulisse e Luciano. Agli uomini parcheggio: Matteo, Davide e Mirko. Agli uomini catena “fu” sbarra: Riccardo e Boris lo “sbabbaro”…. Senza dimenticare: Martino, Alberto, Cristian, Filippo e spero siano tutti perché mi gira la testa!
Baci e abbracci dal Signor G e Jack Burton dell’Associazione Culturale Prometheus e da Patty, Baga, e il Porcaro (in tutto il suo splendore) dell’Associazione Culturale Srazz …
Fate i bravi
e ci si vede l’anno prossimo… forse!
See you…
… Signor G e tutti i più bell




