Giudizio Universale
Mercoledì, Luglio 19th, 2006
GIUDIZIO UNIVERSALE
TAM TAM 2006
Introduzione (per non dimenticare dove viviamo):
L’Italia vince i mondiali, non capita tutti i giorni.
Io mi vesto di gioia moderata e con gli amici e le amiche vado in giro a vedere che succede:
Dolo – ha il centro occupato dalla folla, tir bloccati in mezzo alla strada, scene di delirio, musica e strombazzamenti…
Mirano – Piazza Martiri, la gente si rotola a terra e si tuffa in fontana (se conosceste quella fontana lo trovereste un atto di enorme coraggio), nuove scene di delirio e traffico in tilt…
Mira – niente…
Sono tutti a Dolo e Mirano o più banalmente, da un’altra parte.
Forse, mi dicono, alla nuova piazza (?) c’è movimento. Non ci avevo pensato… ma ormai è ora di dare da bere alle piante e torno a casa.
Fine dell’introduzione.
Potrei cominciare dal lato emotivo, quello che viene ricordato nella memoria a scapito di tutto il resto; allora potrei dire che questo è stato un gran bel Tam Tam. Lungo e faticoso con i suoi momenti di sconforto e difficoltà dovuti non solo al tempo, ma anche ai rapporti umani con artisti, operai, commercianti, il pubblico stesso… Ma anche pieno di soddisfazioni per un cast artistico che mai è stato così elevato nella media: gruppi big da lasciare a bocca aperta lo spettatore più esigente; gruppi giovani di buon livello per poi fare la scoperta dell’acqua calda: ma allora c’è vita su questa terra! Certo che c’è, basta dargli un po di spazio dove crescere.
Per restare ai giovani eccoli non solo impegnanti nella musica ma anche in mansioni forse meno divertenti e più responsabilizzanti come la gestione dello spazio giovani e il Free Shop… o in lavori prettamente di “fatica” e assai poco artistici come ai parcheggi. Mai visti tanti ragazzi a lavoro al Tam Tam, nemmeno durante i primi storici anni.
E le associazioni locali e nazionali che mai come quest’anno hanno dato un contributo così forte non solo con le loro attività o presenza, ma anche nel rapporto costruttivo della festa.
Poi che dire: ci siamo divertiti, a tratti letteralmente esplosi dalle risate quando magari, un attimo prima, si era tutti immusoniti.
Si è venuto a creare un bel rapporto tra la staff e il Popolo del Tam Tam.
Certo, alti e bassi, non tutto è andato per il verso giusto, a volte veniva più spontaneo prendere a pugni qualcuno che dialogarci, ma l’aspetto comunicativo non è stato mai abbandonato (smarrito ogni tanto si, ma sempre ritrovato) e questo è un pregio e un merito.
Per quanto riguarda il lato artistico, come già accennato siamo tutti concordi (e non solo noi dello staff) che quest’anno il Tam Tam abbia fatto grandi cose. Pochi nomi altisonanti (e neanche troppo) e molti gruppi italiani ed esteri (dove esteri si intende da tutto il mondo) composti da musicisti dello stato invitato e non da italiani travestiti, che so, da Mongoli… tutti o quasi di grande livello e straordinario impatto sia visivo che emozionale. Alcuni sono stati delle vere e proprie sorprese.
Procedendo disordinatamente diciamo che la disposizione generale del festival di quest’anno è stata la migliore di sempre. Palco principale, verticale e radio erano più o meno allo stesso posto ma tutte le associazioni sono state portate vicino alla “Platea”, e dove l’anno scorso trovavano spazio i locali si sono sistemati il tendone dei giovani e il Free Shop.
I locali invece hanno trovato posto in riva al Naviglio assieme al maxi schermo, secondo le richieste di “indipendenza” fatte alla fine dell’anno passato. Devo dire che i locali in quel punto erano davvero belli e gli allestimenti di quest’anno decisamente più elaborati delle schifezzuole dell’anno passato. Non tutto però è andato per il verso giusto con i commercianti, perché a scapito delle loro stesse intenzioni si sono sentiti un po isolati (ma non era quello che volevano?). La disposizione non dava certo una mano al Calice lato “carnazza” dove si esibiva in veste di cuoco il nostro caro Jack Burton, la gente si abbatteva sulla pizzeria e sul kebabbaro come su una diga… (mentre dalla parte dei mercatini era una tristezza, ma ne parlo dopo) Ma non bastava cambiare la disposizione dei tavoli per creare dei passaggi? E durante le partite perché non spostare i tavoli in modo da creare un’arena dove poter vendere stile stadio e poter circolare facilmente? Tutti consigli non accolti. C’era anche una gran confusione per le orecchie. L’allontanamento di RTTN dalla zona ristorazione ha provocato un’anarchia musicale da parte dei gestori non proprio rilassante!
I mercatini invece, posti a chiudere l’anello della festa seguendo l’ansa del fiume, sono per me un punto dolente, a parte il fatto che come al solito se la svignano all’apertura di feste più grandi e presumibilmente più remunerative… rompendo così il cerchio che il popolo seguiva per muoversi e lasciando dei bellissimi buchi. Ne salvo davvero pochi tipo quello di Patrizia che costruiva davvero sul posto i suoi monili. Io non li avrei proprio fatti venire! Non poter invitare gli artigiani mi sta proprio qua! sul gozzo, non mi va giù, cazzo. I mercatini hanno rotto, non se ne può più.
(Noterete forse che non ho parlato dei gelatai… è che non ho nulla da dire su certe persone.)
Dopo tutte queste parole potrebbe sembrare che questo Tam Tam nonostante tutto non sia stato poi così male, e sarebbe vero se non fosse che…
Durante le prime due settimane, quelle che non si sovrappongono a nessuna altra festa della zona, quelle che per noi significano entrate sicure, ha piovuto ininterrottamente e quando non pioveva faceva un freddo cane… pubblico zero e concerti sciupati.
Per tutto il resto della festa, soprattutto nei giorni a pagamento, il pubblico non era mai numeroso come ci si aspettava, anzi molte volte assai al disotto delle previsioni. In oltre, in confronto all’anno scorso, a parità di entrate la gente spendeva la metà. Questo per dire che forse non ci sono più soldi da spendere. (ma ora che abbiamo vinto i mondiali l’economia decollerà… vedrete…)
Il biglietto, croce necessaria per fare la festa che altrimenti: non si fa!
Ma anche muro insormontabile. Oggigiorno due euro di biglietto (nonostante uno si potesse utilizzare per una consumazione) risultano troppi. Per due euro la gente non entra. Verità assoluta e oramai assodata.
C’è ancora che ci accusa di essere dei farabutti a causa di questo balzello per l’entrata dimenticando o non sapendo che il Tam Tam non prende un solo centesimo di sovvenzione dal Comune di Mira, che solo con gli sponsor e con gli affitti dei locali non si sosterrebbe. Ma è fiato sprecato, lo abbiamo ripetuto un milione di volte in tutte le salse. Non lo capiscono.
Poca gente significa poche entrate e i locali sbroccano.
Poco pubblico significa pochi biglietti e i concerti devi pur pagarli.
Festa in bilico tra la linea di galleggiamento e l’abisso.
Mettiamoci poi alcuni vandali debosciati… e i conti da fare non sempre tornano come dovrebbero.
Mettiamoci poi una cosa che di per se è assurda ovvero il rapporto che le istituzioni Miresi hanno con questa festa. Ormai siamo alla corda.
Alzi la mano chi in Comune sa cosa è stato fatto al Tam Tam?
Lo sa il nostro Assessore alla Cultura? Forse lui si, ma ha mai visto uno spettacolo di questa festa per poterne parlare? Discutere? Progettare?
E quanti Assessori o Consiglieri sono venuti anche solo una volta (a beh, che sbadato sono venuti tutti quando c’era il Venezia calcio… serata elettorale) a dare uno sguardo…? e avevano i pass, mica pagavano! Il Sindaco si è visto passeggere una volta… ma perché sul palco, di sindaco, è salito quello di Fiesso?
Io credo che alle nostre istituzioni del Tam Tam non freghi nulla. Con simili auspici non si va da nessuna parte. Ne prendiamo atto con dispiacere e un po di rabbia.
Ecco quindi che una festa apparentemente funzionante non va… perché?
Perché ormai serpeggia la convinzione che la formula di queste feste sia ormai bollita… la via da seguire è un altra. Noi si ipotizza quale potrebbe essere (e mica ve la diciamo qua) ma per imboccarla ci vuole ben altro che un Comune pressochè inesistente e disinteressato,
ci vuole ben altro della popolazione calcistica e addormentata che ci circonda.
Se alla gente non frega nulla di quello che fai, o smetti o vai a farlo da un’altra parte, no? È semplice.
Per quest’anno ci eravamo riproposti di dare una prima svolta; lo abbiamo fatto e ci siamo accorti che tutto va ulteriormente cambiato e ripensato dalle fondamenta. Alcuni errori sono stati ancora commessi e alcuni (secondo me) con una certa diabolicità sadica.
Il Tam Tam così com’è e com’era ha ormai esaurito il suo corso.
Ora ci sederemo attorno a un tavolo (o in qualche rifugio di montagna, che ci è più consono) e decideremo se vale la pena riscrivere tutto d’accapo.
Se decideremo di abbandonare non biasimateci, ci abbiamo provato con tutte le nostre forze. E davvero, non abbiamo nulla da rimproverarci.
Ma ora, facciamola finita e diamoci dentro:
GIUDIZIO UNIVERSALE
Avvertenze per l’uso: questa “classifica” è opera di una media etico/emozionale, curata da tutto lo staff del tam tam. Tutte le considerazioni, positive e negative, sono il più possibile oggettive nelle azioni e tecniche nelle opere, nessuna delle opinioni qui espresse va a toccare o ledere intenzionalmente il piano personale dei citati.
Naturalmente chi legge, legge quello che vuole, traendone quello che crede… per fortuna.
Ignobili: (coloro i quali meritano morte violenta e dimenticanza)
Classe umana in preoccupante aumento demografico: ai vandali che hanno scarabocchiato con i loro pensieri più fini i bagni; a quelli che abbattendo e distruggendo la statua del discobolo hanno dato il via alla nostra voglia di far del male a qualcuno; a quelli che cacavano fuori dai cessi, complimenti alle vostre mamme; a quelli che per spasso hanno rotto i pannelli dei manifesti salvo poi trovarsi inseguiti dalla voglia di far del male che dicevo poco sopra… paura è?; ai rissosi che si sono visti battuti dalle corporazioni famigliari; ai ladri di casse… che scemi; ai soliti mercatini pezzenti che scappano;
Crepate senza indugio.
Inferno – (coloro i quali hanno fatto i cattivi o più semplicemente non ci sono piaciuti)
Il fatto che l’inferno sia sempre più vuoto non può non farci piacere… servisse a qualcosa:
Alla distruggitrice di sedie a sdraio; ai Batistococo perché bisogna dire basta (!!) a certe cose; alla segnaletica per arrivare al Tam Tam… quale segnaletica? appunto; allo spettacolo delle Massere perché bruttino e mi dispiace dirlo; alla Mente di Tetsuya per principio… ormai; a Ulderico Pesce vista la sua gentilezza, spero si sia avvelenato nelle acque della Brenta; ai Punkreas, primo flop; ai Mitoka Samba che mi sembravano più Chi Mitoka Se Ammoscia; alla Magical Mistery Orchestra per il più brutto concerto dell’anno; allo staff del Tam Tam per lesa maestà, perché in tutti i mesi precedenti alla festa, durante e pure dopo… ci siamo accorti solo ora che nel programma era scritto Profirio Rubirosa invece di Porfirio; a Buju Banton perché se i Punkreas sono stati un flop questo è stato un disastro, in più non ci è piaciuto; a Stive “re del valzer” Giant per l’incredibile infondata spocchia; allo Shiva Dance Group, che ha impestato di gente la festa facendoci capire (per l’ennesima volta) molte cose… una su tutte? siamo noi a non capirci nulla; al torneo di calcetto… per fantasmi; a Ubi Jazz per la fondamentale organizzazione e faccia tosta, dopotutto loro sono i professionisti no? Infatti chi di dovere si è dileguato nel nulla meglio dell’uomo invisibile (spero che questa faccenda non finisca qui); alla discoteca, un fallimento annunciato; al maxi schermo… ne avremmo fatto volentieri a meno, nonostante la vittoria; al nostro guardiano notturno colorato… per essere semplicemente un piccolo uomo; alla rete di RTTN, quando era a terra; a King of Lamento; a tutti quelli che dopo il pareggio dell’Italia con gli Usa se ne sono andati a casa incagnati, tristi e bestemmianti dimenticandosi che c’era ben altro per cui essere allegri… è questa la gente che oggi festeggia la vittoria, Dio mio…; a tutto il casino montato per la faccenda Banton… tutto per una canzone da sbarbatello… quando nel nostro Parlamento c’è chi, agli omosessuali vorrebbe fare ben di peggio che sparargli. Eppure nessuno ci scrive articoli sopra articoli nei giornali… popolo ipocrita il nostro non credete? Sempre a caccia del mostro che viene da fuori per non guardare quelli che si porta dentro; alla copertura da palco più scassata del mondo, ma è possibile?; al Comune di Mira, non tutto sia chiaro, ma a quello che conta.
Abbrustolite per un pochetto.
Purgatorio: (coloro i quali meritano nuove possibilità)
In attesa di tempi migliori, di crescere,di farsi le ossa o semplicemente così così: gli Uragani… mica male ma estenuanti; Ligia Franca perché ci si aspettava qualcosa in più; Amity Meria & Sami Rama per lo stesso motivo di Ligia; agli Ska-j in perfetto equilibrio di opinioni positive/negative; alla scuola Leopardi e alle Fizzi Angel5, che forse meritavano l’inferno ma premiamo altri valori; The Hormonauts + Zabrisky perché hanno fatto entrambi un gran concerto difronte a troppa poca gente… ed era un evento, floppooooone; ai Tentet Au Carrè che non hanno suonato male ma forse nemmeno bene… e si sono trovati dentro un giorno di delirio e poi ci hanno messo del loro in una situazione paradossale ancora tutta da chiarire… si salvano dall’inferno solo perché l’Italia ha impacchettato la cagona e antipatica Francia nella finale mondiale. Giustizia fatta!; all’Eco Museo… qualcuno li ha visti?; agli Scout (che amo moltissimo) ma che sembrano sempre un corpo estraneo; agli operatori di strada che quest’anno non ci hanno convinto troppo, alla Cooperativa Olivotti che… mmhaa bha bò??!!; all’ Ass. Albatros; alla Ass. Il Cippo che si è vista meno di quanto sperato; al nostro guardiano notturno pallido, che forse non ha molte colpe.
Che possa andare meglio in futuro!
Limbo: (coloro i quali non hanno trovato posto)
senza lode ne infamia per vari motivi, primo fra tutti il tempo: Inglo Moreno che ha suonato davanti ai suoi parenti intirizziti da vento e pioggia; ai Terrakota che non sono venuti, peccato… ma anche no, visto chi li ha sostituiti; Pino Marino che si è beccato la giornata più piovosa del secolo, un peccato enorme davvero…;
ci rifaremo sicuramente!
Paradiso: (coloro i quali meritano lode e memoria futura)
Che bello ciccione questo paradiso! Così ciccione da farci rabbia, perle ai porci?: agli Achank, bel concerto e campioni di incasso; a Porfiro Rubirosa, ti aspetti un concerto divertente e trovi un genio della musica da spiaggia! Senza contare la caratura del personaggio, grande; a Capone & Bungt Bangt per la spazzatura, l’energia e il ritmo; a tutti i cani presenti (anche un furetto); ai Ridillo, che sostituendo i Terrakota ci hanno dato un concerto da brividi caldi; ai The Crickets per i passi in avanti; ai Malaspina che possono credere in un futuro roseo; ai Giardini Di Mirò per lo straordinario concerto; a Skardy e i Fahrenheit 451 accoppiata vincente; ai Moka Da Tre per il groove; agli Elias Mengwee per la tenacia e il credo; alle brave Kyuury; allo spettacolo i Cristiani di Allah non facile e ben fatto; a Cheryl Porter & I.G.M… Anche se gli unti dal Signore non ci piacciono; ai Dirty Soul per un concerto assolutamente perfetto; agli Egschiglen… semplicemente meravigliosi; ai bravi Kassandra; agli Yuppie Flu per una musica “altra”; ai Les Boukakes, difronte al deserto: la meraviglia, sono la sorpresa dell’anno; a King Naat Veliov & the Original Kochani Orkestar… fortissimi e pure meglio dell’anno scorso; alla Campagnia Lupia Jazz Band sempre ad alti livelli ma un po stanca; ai Budregassi per tante cose; ai Trashtornados che visto il deserto pubblico che hanno affrontato meritavano il purgatorio, ma ci sembrava un delitto; a tutti i gruppi della rassegna “concerti emergenti” chi più chi meno, comunque sorprendentemente bravi; ai tre gruppi finalisti di Giovani in concorso; ai Corvus Corax perché sono impressionanti; a Herman Medrano capitato in una serata dura da digerire, lui c’è riuscito; all’Italia campione del mondo di calcio per la rabbia di molti; a Riviè e tutti i partecipanti; a Gigi e Alessandra di Legambiente per l’impegno e il Campo di lavoro… e la partita!; a Francesca, Riccardo e ai ragazzi del Bandera Florida, Karibù e Pacha Mama; all’ass. Sorriso; ad Averiko e Giamba per l’impegno… a volte esagerato; agli Ultras del Tam Tam e ai ragazzi che hanno animato lo spazio giovani; ad Alice, Alvise, Gloria, Riccardo che con il loro Controsenso hanno dato vita al Free Shop “La Soffitta” dimostrando che i giovani possono fare molto e bene e pure oltre; al Gruppo Miraggio per gli stessi motivi del precedente; al laboratorio teatrale nonostante la scarsa puntualità…; alla Consulta dei Cittadini Stranieri per i dolci e la presenza costante; al Gruppo Volontariato Anziani di Mira; All’ACM per alcune attività e un po meno per la puntualità nello prelevamento rifiuti; a tutti gli sponsor; al Rifugio Mamma rosa, a Dog’s Firends e al gruppo di Lavoro Nautico Terranova ‘99 per la presenza costante e allegra e per tutte le manifestazioni che hanno portato; alla Lega Anti Vivisezione sempre attenta e seguita; a Nonna Antonia perché indispensabile nonostante sia una grandissima rompi cogl…!!!; ai film notturni; a un mai domo mister C; a RTTN mai così in palla e alla sua rete (quando elevata); a Beppe, Teresa e franca che dagli uffici si son dati da fare; ai sassi portati in fretta e furia dopo il nubifragio, per rendere agibili le entrate alla festa… vedi a minacciare la gente si ottiene qualcosa; a Dino Picardi, Assessore alle Politiche Sociali di Mira per la costante presenza critica e divertita; Alla signora Sindaco di Fiesso D’artico per aver fatto quello che non ha fatto il nostro signor Sindaco di Mira, e pure per le belle parole; agli elettricisti; agli idraulici; alla SICAR e al suo campetto spelacchiato che ha ospitato la vera e unica finale mondiale degna di essere raccontata.
…ho sicuramente dimenticato molte cose ma i taccuini giornalieri servono a rendere giustizia a tutti molto più di questo pippotto finale.
Menzione d’onore: a tutti quelli che hanno lavorato al Tam Tam per 38 e passa giorni, ovvero:
Al Service della Blu Train’s: Giorgio (e le sue paturnie sentimentali), Paolino e consorte, Tonino (gaiezza network), Serpico (la voce della verità), Andrea, Tommaso e… cacchio non mi ricordo mai il nome!!
Alle casse: Elide, Paola e Elena, Alessandra F. e Alessandra D, Luca e i ragazzi della Libertas Mira.
Ai parcheggi: Giorgio Sbudregasso (che inoltre ha curato lo spazio dei concerti sul palcoscenico verticale andando a pescare dei gruppi niente male. Bravo), Filippo, Alberto
Al sempre mitico uomo sbarra: Davide
Alla guardia notturna: Baharan e Alazane
Alla nostra preziosa custode degli artisti: Sara
Senza dimenticare le ragazze del Tam Tam Corner: Francesca, Gloria e Roberta (ciliegina) e tutti i mercatini (non proprio tutti) e i locali che hanno partecipato: Shockabab, Il Calice, Curdilandia e il Lemon Bar
Frase del Tam Tam: “La vita è una merda e poi muori” (pensa alla sfiga se ti capita di resuscitare… aaaaaaaaahh)
Proverbio della sera: “Io c’ero e ho visto tutto, con gli occhiali o senza, ma ho visto”
Bene ragazzi, anche quest’anno è andata!
Lo Staff del Tam Tam al completo:
Michele – Luigi – Mario – Elisabetta – Marco – Antonia – Patrizia e ultima ma non meno importante: “Franca” (dai che ti si aspetta!)
vi saluta tutti, buoni o cattivi che siate, con un sonoro:
ROCK’N ROOOOOLL!!!!!!
Io sfigatiello mi limito al solito
See you…
…Signor G




